
(di Francesco De Filippo) Gli Stati Uniti sono in un “declino indiscutibile”, una fase che “può essere accettata” e
quindi in qualche modo orientata, guidata, oppure “accelerata,
come sta accadendo con il secondo mandato di Donald Trump”. A
esprimere il giudizio tranchant è lo storico degli Stati Uniti e
docente al Centre d’Histoire di Sciences Po di Parigi Mario Del
Pero, che parla di “torsione autoritaria e cleptocratica”.
Una torsione che “deliberatamente tiene a lato il Congresso”,
mentre “c’è un abuso di ordini esecutivi per disarticolare lo
Stato, per rimuovere i diaframmi tra il potere e il popolo,
cancellare gli organismi di controllo”. La critica di Del Pero è
dura: “Ci sono arresti arbitrari di studenti, di immigrati” e a
questo proposito ha citato i casi di una ragazza turca che vive
negli Usa arrestata e detenuta per 40 giorni in difficili
condizioni “solo per aver cofirmato un articolo critico nei
confronti dell’amministrazione sul giornalino universitario”, e
quello, noto, di vari immigrati deportati in El Salvador salvo
scoprire poi che erano cittadini regolari negli Stati Uniti.
A questo si associano forme di corruzione: “C’erano anche con
i democratici, con Biden, ma qui il livello è molto più alto”,
ha indicato lo storico facendo riferimento agli investimenti in
criptovalute di Trump tre giorni prima dell’insediamento, ad
affari con Steve Witkoff, inviato speciale degli Stati Uniti in
Medio Oriente, proprio in quell’area.
Sul settore estero, secondo Del Pero gli Stati Uniti hanno un
atteggiamento da “neoimperialismo”. È il caso delle paventate
annessioni del Canada, della Groenlandia, del fatto “che è
saltato qualunque paletto con Israele, che sembra destinata ad
annettere tutta la Cisgiordania”. In particolare quella del
Canada sembra essere una boutade pensata male: per come sono
organizzate le elezioni statunitensi, una ipotetica annessione
di quel Paese favorirebbe i democratici, forti in quella zona.
Eppure gli Usa poggiano sul “checks and balances”, la
contrapposizione bilanciata di poteri in modo che nessuno prenda
il sopravvento sull’altro. “Ci sono gli anticorpi democratici –
risponde Del Pero – ci sono i tribunali, che intervengono tanto
ma le ingiunzioni non vengono rispettate. E poi c’è il
federalismo: alcuni Stati stanno cercando di fare…”. Tutto
questo avviene nonostante “la grande impopolarità di Trump, che
peraltro è stato eletto con un piccolo vantaggio”.
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Fonte Ansa.it