
Le imprese industriali
dell’Emilia-Romagna confermano la propria vocazione
all’innovazione: nel 2024 hanno investito in media il 5,3% del
fatturato, per un ammontare complessivo di 871 milioni di euro.
Lo rileva l’indagine condotta da Confindustria Emilia-Romagna,
secondo cui il 68% delle aziende ha investito in impianti e
macchinari, il 61% in software e IT, il 51% in formazione.
Per il 2025, però, le previsioni mostrano un calo: l’88,5%
prevede nuovi investimenti, in diminuzione rispetto al 92%
dell’anno precedente, con una contrazione del valore del -1,7%.
Tra gli ostacoli principali: la burocrazia (37%), l’incertezza
geopolitica e la debolezza della domanda (35%), e la difficoltà
a reperire personale qualificato.
“La volontà di investire degli imprenditori – dichiara
Annalisa Sassi, presidente di Confindustria Emilia-Romagna – è
forte, ma servono risposte. La burocrazia resta il principale
freno, e il costo dell’energia e i dazi Usa mettono a rischio
l’export. Dobbiamo lavorare insieme alle istituzioni per
semplificare e restituire fiducia al sistema produttivo”.
Ne dettaglio, il 40% delle imprese ha investito in ricerca e
sviluppo, ma le piccole faticano più delle grandi. In ambito
green, il 43% delle grandi aziende investe in sostenibilità
ambientale, contro il 19% delle piccole. La digitalizzazione
coinvolge il 25% delle imprese, con gap significativi tra
dimensioni aziendali.
Alla presentazione del rapporto a Bologna, sono intervenuti
anche Alessandro Fontana, direttore del Centro Studi
Confindustria), Alessandro Malavolti, Ceo di Ama Spa e Marco
Perocchi, Responsabile direzione banca d’impresa di Crédit
Agricole Italia.
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Fonte Ansa.it