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Vaccini:SoS dai ‘fragili’, in Campania malati di Serie A e B

(ANSA) – NAPOLI, 17 MAR – “E’ un paradosso quello che sta
avvenendo in Campania per i malati fragili: se sei fortunato, e
quindi hai il medico di famiglia che carica il tuo nome sulla
piattaforma, sei un malato di Serie A; se, invece, hai un medico
di famiglia che, per diversi motivi – per carità, tutti validi –
non lo fa, sei di serie B, destinato ad aspettare chissà quanto
per avere il vaccino”. E’ l’amaro sfogo di un 61enne napoletano,
affetto da diverse patologie, che oggi – nel primo giorno della
registrazione dei ‘fragili’, procedura di accreditamento che
possono fare solo i medici, quando è andato dal professionista
di fiducia (ma si segnalano centinaia di casi simili) ha dovuto
registrare un cortese ma fermo diniego: “‘Mi dispiace, ma non
abbiamo indicazioni dalla Asl, siamo in attesa di accordi…’
mi ha spiegato il medico” racconta Francesco (nome di fantasia).
    “Così sono tornato a casa avvilito, amareggiato ma soprattutto
arrabbiato con un sistema che mette ai margini i pazienti”. “Tra
la Regione e i medici di famiglia è un rimpallarsi di
responsabilità e in mezzo c’è il malato abbandonato. E suona
ancora più come una beffa sentire che qualche migliaio di ‘fragili’ sono stati oggi inseriti in piattaforma: vuol dire che
qualche medico da qualche parte ha fatto la procedura. Perchè
gli altri non lo fanno?”.
    In effetti un po’ di ottimismo si era diffuso quando ieri
sera l’Unità di Crisi della Regione aveva confermato le linee di
indirizzo: spetta ai medici di famiglia, in base ad un accordo,
dice la Regione, fare l’inserimento in piattaforma ma sembra,
emerge dai racconti dei malati, che questo non stia avvenendo.
    Qualche speranza si è poi accesa oggi con l’indicazione
dell’Azienda Universitaria della ‘Federico’ di voler precedere
alle vaccinazioni dei fragili in carico (ricoverati o seguiti)
dalle proprie Unità Operative. Una possibilità contenuta nelle
indicazioni dell’Unità di Crisi. “Ma questo non cambia la
sostanza del problema, di quello che abbiamo visto oggi e che
probabilmente vedremo ancora – sottolinea un altro malato – la
verità è che siamo sottoposti ad una specie di ‘roulette russa’,
un pericoloso gioco d’azzardo nel quale chi paga è solo il
cosiddetto fragile….”. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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