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La piazza di Napoli contro l’autonomia, ma senza giovani

Un folto gruppo di politici e
intellettuali, bandiere di partiti, dal Pd al M5S, dei
sindacati, dalla Cgil alla Uil, rappresentanti di movimenti per
la tutela del Mezzogiorno, ma niente giovani. E’ il colpo
d’occhio offerto oggi a Napoli, da Piazza Plebiscito, dove si è
svolta una manifestazione contro l’autonomia differenziata. Un
tema che, almeno qui, non sembra interessare i cittadini sotto i
50 anni e i giovani in particolare.
    Tra i manifestanti neanche uno studente universitario, un
30-40nne. “L’assenza dei giovani – spiega il 34enne Marco
Sarracino, parlamentare del Pd – ci impone di impegnarci ancora
di più in quella che deve essere una mobilitazione popolare. Gli
effetti di questo disegno di legge colpiranno infatti proprio i
più giovani. Ragazze e ragazzi che già oggi sono costretti ad
andare via dal Sud”.
    E mentre l’ex sindaco Luigi de Magistris spiega la scarsa
partecipazione col fatto che “il tema non passa come una
priorità”, l’altro ex primo cittadino ed ex governatore, Antonio
Bassolino, spiega che “i giovani sono pochi nelle piazze non
solo su questo tema, ma su tanti temi. L’enorme astensionismo è
un problema che riguarda soprattutto le nuove generazioni. Ma
dentro l’astensionismo non c’è solo il qualunquismo, come una
volta, e l’indifferenza, ora è una scelta politica di cittadini
che così vogliono dire: ‘io sono contro tutte le forze politiche
per come si presentano oggi’. E’ un richiamo ai politici a
rinnovarsi e cambiare”.
    Nicola Ricci, segretario regionale della Cgil, guarda la
piazza piena di capelli bianchi e spiega che “bisogna muovere le
masse e per ritornare ai giovani bisogna ripartire dalle scuole,
puntare su una formazione fatta anche dei valori della
Costituzione. Perchè se c’è una responsabilità di sindacati e
partiti, che non riescono a coinvolgerli, c’è anche un problema
di valori che mancano”.
    Ma alla fine, un pezzo di verità arriva da una signora
anziana che spiega che se i giovani non ci sono è perchè forse è
troppo tardi: “Mio figlio vive negli Usa, la mia amica ha un
figlio a Bologna e uno a Milano. Noi siamo qui per lottare per
la loro terra, ma un’enorme fetta dei nostri ragazzi è emigrata,
vive già lontano”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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