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Intervista alla cultura con il Poeta Armando Panetta

Sono lieto di pubblicare il mio articolo odierno, dando spazio alla Cultura ed intervistando una persona che di “Coltivare” Poesie, pare non sia mai stanco: Armando Panetta. Calabrese di “crescita” in quanto nato a Roma, ma con origini di Locri ( RC ), con questa intervista siamo andati a cogliere tutte le curiosità relative al personaggio: da dove nasce questo “sentimento“, le iniziative culturali, la voglia di estendere la cultura al livello nazionale e quella di continuità delle proprie radici all’ interno della UPDC ( Unione Poeti Dialettali Calabresi ); infatti la caratteristica di Armando e dei suoi “colleghi” è proprio quella di comporre versi in dialetto calabrese, ma andiamo a conoscere l’ artista:

Ciao Armando parlaci un po’ di te

Mi chiamo Armando Panetta, sono un calabrese di Locri, e sono un poeta, almeno così dicono di me…

In che senso?

Sinceramente non mi piace di autodefinirmi un poeta

Un Po’ di modestia?

( Ride ) No, ma la poesia è un sentimento che ho sempre coltivato grazie a mio padre, Carlo Ernesto, Lui si un Poeta!

Allora parlaci un pò di lui:

Sono sempre stato affascinato da quel mondo magico che rappresentava in versi, in rima e, se non per qualche eccezione in età adolescenziale, non mi ero mai cimentato nella scrittura; mio padre era un poeta dialettale, scriveva anche in lingua, ma prediligeva, l’ enfasi del vernacolo calabrese, locrideo e raccontava in versi il mondo delle tradizioni e quello attuale. Era un componente dell’ Unione dei Poeti Dialettali Calabresi, associazione nata nel 2015, con l’ intento di preservare una lingua, il dialetto delle tradizioni, popolari e contadine, in un presente e futuro, in cui tanti termini e modi di dire, vanno scomparendo per l’ italianizzazione del dialetto

Hai seguito le sue orme nell’ associazione?

Certamente! Dal 2017, anno della scomparsa di mio padre, mi fregio anche io di essere entrato a far parte di questa bella “Famiglia” che conta ad oggi, 22 poeti associati, molti dei quali sono insigniti di numerosi premi in concorsi letterali nazionali.

Addirittura?!

Si, pensa che l’ UPDC, coordinata dai poeti Antonio Mediati di Brancaleone e Vincenzo Cordì di Locri, è un associazione costantemente impegnata nel sociale attraverso numerose partecipazioni e manifestazioni culturali di piazza ed agli incontri nelle scuole, con l’ intento appunto, di divulgare attraverso un sentimento, la poesia, il bello di un mondo ormai lontano nel tempo.

Quindi ci saranno anche delle opere scritte immagino?

 

Si, e’ stato realizzato un libro che non ha precedenti dal titolo “Vuci senza tempu”, un antologia, una raccolta delle piu’ belle poesie dei 22 poeti dell’ UPDC, tra le quali ci sono anche le mie primissime pubblicazioni.

Tue primissime pubblicazioni quindi…. di cosa trattavano?

Parlavo di sentimento rivolgendomi alla poesia… uso questo termine, perché penso sia piu’ indicato a descrivere il motivo che mi ha spinto a comporre in versi le emozioni e la vita quotidiana.

Quale?

Non è un caso, che nel periodo piu’ buio della mia vita, la scomparsa di mio padre, abbia preso in mano una penna e tracciato un disegno di parole su un foglio….. ho cominciato a scrivere nel mio dialetto il rammarico di aver perso un pilastro della mia vita e nel momento in cui ho realizzato di aver composto una poesia per mio padre, ho sentito la leggerezza nel cuore e da quel momento, ad ogni ispirazione, immagino di poter dialogare con lui, con il sentimento appunto. Ho iniziato, dunque, a scrivere nel mio vernacolo, ma non e’ l’ unica forma di comunicazione che uso…

Dicci, dicci….

Ad oggi sto allestendo quella che sarà la mia prima raccolta di sonetti in lingua che avrà come titolo “Come un alba…”

Di cosa si tratta?

E’ una raccolta di poesie che racconta un aspetto totalizzante della poesia, ovvero L’ Amore in ogni sua forma. L’ Amore per la propria o il proprio amato, l’ amore dei genitori, i figli, gli amici… “In ogni forma in cui l’ esser si pote” recito in un mio sonetto, ora puoi comprendere perché la poesia la chiamo “sentimento?” Ho scelto questo titolo, che è anche il titolo di una mia poesia, perché in ogni alba rivedo il  volto di mio padre, il volto del mio amore e perché ogni alba viene dopo il buio della notte e mi da la sensazione che cominci sempre qualcosa di nuovo…. l’ alba come speranza e coraggio di voltare le pagine di uno stesso libro, la vita e, perché no, il mio nuovo inizio per essere e continuare ad essere un poeta, o almeno come gli altri dicono di me.”

Quindi nella prossima intervista, magari conosceremo qualche tua opera e magari conosceremo anche i poeti della UPDC?

Certamente!!!

Grazie Armando!

Grazie a te John per questo spazio dedicatomi e Ad Maiora!

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