
Finalmente insieme e per sempre! Chiunque di noi abbia visto il film del cane di razza akita che ogni giorno accompagna il suo padrone, Professor Parker, e lo aspetta fino al suo ritorno, se non ha pianto si sarà sicuramente commosso; perché è impossibile rimanere indifferenti alle emozioni che una storia del genere può suscitare. Per chi non avesse visto il film:
Parker Wilson è un professore universitario di musica che fa il pendolare per recarsi al lavoro. Una sera, al suo ritorno in stazione, trova un cucciolo di akita smarrito e decide di portarlo a casa per accudirlo in attesa che il padrone venga a reclamarlo. La moglie Kate è inizialmente contraria a tenere il piccolo Akita Inu per via del legame stabilito col precedente cane di casa, e invita Parker ad affiggere volantini per la cittadina, in modo da ritrovare il proprietario del cucciolo. Vedendo però il legame d’affetto che il cucciolo e suo marito hanno subito instaurato, deve ricredersi.
Un giorno, Parker, porta il cucciolo a scuola e chiede all’amico Ken, di origine giapponese, alcune informazioni al riguardo. L’amico gli rivela che l’Akita non è un cane comune e che il suo legame è più forte di quello di un normale cane col padrone. Un giorno Hachi ha un presentimento e cerca di far capire a Parker di non andare al lavoro, inizialmente rifiutandosi di seguirlo alla stazione, poi portandogli da casa la famosa pallina. Nonostante i segnali, il professore prende il treno, sotto lo sguardo preoccupato del cane. Durante la lezione in aula di quel giorno, il professore è colto da un malore e muore.
Ogni giorno Hachi si reca alla stazione e aspetta: i pendolari e i negozianti locali lo nutrono e se ne prendono cura senza mai interferire con la sua missione. La figura di Hachi inizia ad attirare l’attenzione dei giornali e la sua storia fa il giro del paese. Passano 10 anni e Hachi è sempre lì, più vecchio e malconcio ma sempre in attesa di Parker. Kate, che se n’era andata via per un po’ di anni, torna e si reca sulla tomba del marito per rendergli omaggio ed alla stazione, incontra il cane ancora in attesa: capisce che il rapporto tra i due amici era superiore a quello fra cane e padrone e, commossa dalla fedeltà di Hachi, gli fa compagnia. Il tempo passa e Hachi guarda la porta della stazione, stanco e ormai in procinto di morire. Nei suoi ultimi istanti rivede la sua vita con Parker e sogna di rincontrarlo, prima di esalare l’ultimo respiro.
La storia potrebbe sembrare finire qui, ma…. Dopo essere stato per 80 anni sotto forma di statua di bronzo tutto solo ad aspettare il suo padrone fuori dalla stazione di Shibuya, qualche anno fa Hachiko ha ricevuto un omaggio meno triste: una statua dove finalmente è felice di rincontrare il suo adorato padrone per stare per sempre insieme a lui.
Insomma per noi teneroni il lieto fine doveva essere d’ obbligo, quindi oltre al consueto messaggio di non abbandonare mai un “amico” in qualsiasi stagione dell’ anno, sappiate che l’ Amore dei nostri “pelosoni” durerà veramente in eterno!!!!
Un bau a tutti e ci si legge al prossimo articolo
John Fernando D’Ottavio