
Oggi affronta i controlli periodici
con il sorriso. Ma fino a circa due anni fa per un piccolo
paziente il mondo dei suoni, era quasi irraggiungibile a causa
della sordità. Dopo diversi passaggi nella sua città, quando
aveva tre anni, i genitori sono arrivati a Parma, dove gli
specialisti dell’ospedale Maggiore hanno individuato una
malformazione congenita dell’orecchio interno. Il percorso non
si è fermato all’intervento: diagnosi e valutazione audiologica,
impianto cocleare e, insieme alla parte chirurgica, il lavoro di
audiometristi e logopedisti.
Oggi, a due anni dall’intervento, quel bambino vive
pienamente la sua quotidianità. “L’intervento è una parte del
percorso,” spiega Enrico Pasanisi, direttore di
Otorinolaringoiatria e del Dipartimento Testa-collo “la presa in
carico deve accompagnare il paziente dalla diagnosi alla scelta
del trattamento, dall’intervento alla riabilitazione. Nel caso
dei bambini questo lavoro di squadra è ancora più importante”.
Al Maggiore vengono eseguiti 40-50 impianti cocleari ogni
anno, quasi il 40% dei pazienti sottoposti a chirurgia proviene
da fuori provincia o da fuori regione, per i dati Agenas
collocano il centro di Parma ai vertici tra le strutture
pubbliche.
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Fonte Ansa.it