
“Le chiediamo di indicarci
con chiarezza, quale modello di gestione dei rifiuti vuole
costruire questa Regione?”: la sindaca di Orvieto, Roberta
Tardani, che ha scritto una lettera aperta alla presidente
umbra, Stefania Proietti, in merito alla vicenda
dell’ampliamento della discarica “Le Crete”, che chiede di “fermare”, e sul futuro della gestione dei rifiuti in Umbria.
“L’Umbria si trova sospesa in una condizione di pericolosa
incertezza” scrive tra l’altro, concludendo che la regione “non
può permettersi di continuare a navigare a vista”.
La sindaca – nel testo diffuso dal Comune di Orvieto –
spiega che l’avvio del procedimento per il nuovo progetto di
ampliamento della discarica Le Crete “è una vicenda che
interessa certamente” la città “ma che non può essere
considerata soltanto una questione orvietana”. “Riguarda – ha
scritto Tardani – il futuro della gestione dei rifiuti
dell’Umbria e, soprattutto, la capacità della politica regionale
di assumere decisioni chiare e responsabili nell’interesse
dell’intera comunità. Lei è stata sindaco di una delle città più
importanti dell’Umbria e, come me, sa che amministrare significa
scegliere. E credo che questo sia uno di quei momenti in cui
compiere delle scelte è urgente e fondamentale. La vicenda della
discarica di Orvieto non può essere affrontata come una semplice
questione amministrativa. È una questione politica che riguarda
tutti: le istituzioni regionali, i Comuni, i territori e,
soprattutto, i cittadini umbri. La precedente Giunta regionale,
dopo anni di mancata programmazione, aveva finalmente approvato
un Piano individuando nella termovalorizzazione una possibile
risposta alla necessità di chiudere il ciclo. La sua Giunta ha
ritenuto che quella non fosse la strada giusta. È una scelta
legittima. Ma cambiare strada non può significare lasciare un
vuoto. Se una soluzione viene abbandonata, occorre sapere e
indicare quale alternativa concreta si intende perseguire, con
quali strumenti, con quali tempi e con quali responsabilità. È
proprio questa, oggi, la nostra principale preoccupazione. Dopo
aver partecipato all’Assemblea del Cal, nella quale era
all’ordine del giorno la proposta di legge in materia di
economia circolare, questa preoccupazione è diventata ancora più
forte. Gli obiettivi indicati sono condivisibili, ma ancora non
emerge con chiarezza il disegno necessario per tradurli in un
sistema capace di chiudere realmente il ciclo dei rifiuti.
L’economia circolare è una direzione necessaria, ma non è ancora
una strada tracciata. Non si possono confondere gli obiettivi
con gli strumenti necessari per raggiungerli”.
Secondo Tardani “oggi l’Umbria si trova sospesa in una condizione di pericolosa incertezza, con il rischio che, ancora una volta, siano i singoli territori, sempre gli stessi, a dover compensare le conseguenze dell’assenza di una strategia regionale”. “E nel frattempo – aggiunge – sui cittadini continuano a ricadere i costi di una organizzazione che non ha ancora trovato una prospettiva chiara. Ed è qui che la questione di Orvieto esce dal perimetro locale e diventa una questione umbra. Orvieto sa bene cosa significhi assumersi responsabilità. Da decenni ospitiamo una tra le più grandi discariche della regione e abbiamo contribuito in modo significativo al funzionamento del sistema regionale dei rifiuti. Sappiamo anche che le discariche fanno parte a tutti gli effetti del ciclo ma devono rappresentare una componente residuale, non la risposta ordinaria quando manca una strategia. Per questo la nostra città non può essere ancora una volta chiamata a colmare il vuoto delle non scelte. Non lo diciamo perché il problema venga semplicemente spostato altrove. Crediamo, invece, che si debba agire a tutela e nell’interesse di tutti i territori. Le chiediamo di indicarci con chiarezza: quale modello di gestione dei rifiuti vuole costruire questa Regione? Quali strumenti, quali costi, quali tempi e quali responsabilità intendete mettere in campo per garantire a tutti i cittadini umbri un sistema sostenibile, efficace e duraturo? E coerentemente alle linee che avete tracciato le chiediamo di fermare sin da subito ogni ulteriore ampliamento della discarica. Perché, nella situazione attuale, il rischio è che l’ampliamento della discarica finisca per diventare la soluzione più semplice a un problema che richiede invece una risposta certa e definitiva”. “Presidente, Orvieto non si è mai sottratta alle proprie responsabilità” rivendica la sindaca. “Chiede però – afferma – che non venga trasformata in una disponibilità permanente. Chiede che il problema venga affrontato, con visione, con trasparenza, con concretezza e con il coraggio delle scelte. Perché l’Umbria non può permettersi di continuare a navigare a vista”.
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Fonte Ansa.it