
“Martedì il Consiglio regionale,
il ‘Parlamento dei Veneti’, è chiamato a esprimersi su un tema
cruciale del nostro tempo e della nostra società: il fine vita.
Su Palazzo Ferro Fini saranno puntati gli occhi dell’Italia
intera”. Inizia così la lettera aperta che il presidente del
Consiglio regionale, Luca Zaia, scrive ai cittadini veneti alla
vigilia della discussione in Consiglio della legge sul fine
vita.
“Il Consiglio regionale non sarà chiamato semplicemente ad
approvare o respingere una legge – avverte Zaia -. Sarà chiamato
ad affrontare una questione che investe la parte più intima
dell’esistenza umana e che, proprio per questo, merita rispetto,
misura e profondità”. L’ex governatore si dice sicuro che i
consiglieri agiranno “anteponendo la libertà di coscienza
all’appartenenza politica” perché “ci sono momenti nei quali la
politica deve avere la forza di rinunciare alla politica”.
Inoltre, avverte Zaia, il Consiglio regionale “non sarà
chiamato a decidere se il suicidio medicalmente assistito debba
esistere oppure no in Veneto. Esiste già nel nostro ordinamento
nazionale”. Insomma, “se la legge regionale sarà approvata, il
Veneto non introdurrà il fine vita. Se non sarà approvata, il
Veneto non lo cancellerà. La politica regionale deve decidere
invece se assumersi la responsabilità di organizzare procedure
chiare, la presa in carico delle richieste, le verifiche e
l’assistenza sanitaria necessaria”.
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Fonte Ansa.it