
Sarà la Croce Rossa, con tende e
prefabbricati allestiti in via provvisoria, a intervenire in
Alta Valle di Susa in soccorso dei migranti in difficoltà dopo
la chiusura del rifugio ‘Massi’ di Oulx. E’ quanto comunica
l’Unione Montana.
Il rifugio è stato per anni un punto di riferimento lungo la
rotta migratoria alpina soprattutto nei mesi invernali. Dal 1/o
settembre dovrà cessare le attività di accoglienza per questioni
di bilancio e per l’avvio dei necessari lavori di
efficientamento energetico. La riapertura è prevista nella
primavera del 2027.
“A noi – spiega Mauro Carena, presidente della Comunità
montana Alta Valle di Susa – è stata chiesta la disponibilità
di alcuni terreni dell’ente su cui la Croce Rossa allestirà e
gestirà le strutture di accoglienza. Ritengo questa impostazione
funzionale ad un fenomeno, quello della migrazione, che va oltre
l’ente ma che va gestito sul territorio». Tende e prefabbricati
dovrebbero sorgere nelle vicinanze della stazione ferroviaria di
Oulx e nella chiesa dell’Abadia. “La macchina dell’assistenza di
base – sottolinea Carena – non si fermerà: rimarranno pienamente
operativi sia il presidio sanitario sia l’accoglienza diurna.
Questo assetto consentirà di salvaguardare il prezioso
patrimonio di orientamento, mediazione e prima assistenza
costruito fino ad oggi dalle realtà del Terzo Settore in stretta
collaborazione con i Comuni della Val di Susa”.
Il futuro della gestione dei flussi migratori in alta quota è
stato al centro di un vertice in prefettura a Torino col
coinvolgimento diretto di Regione Piemonte, enti locali e Terzo
Settore. “Tra le principali novità operative – informa l’Unione
montana – vi è la candidatura ufficiale al bando europeo Fami
(Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione). Promossa in sinergia
tra Ires Piemonte e Conisa, l’iniziativa punta a stabilizzare la
copertura finanziaria degli interventi umanitari nell’area
transfrontaliera, garantendo continuità e risorse strutturali
alla rete di accoglienza valsusina.
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Fonte Ansa.it