
“I nostri elettori sono più
pronti di noi”. Così la presidente della Regione Sardegna,
Alessandra Todde, a La Nuova Sardegna sulla possibilità che
l’esperienza della coalizione sarda diventi un modello per il
centrosinistra nazionale in chiave anti-Meloni.
“Recentemente sono stata in Lombardia, in Toscana, e da
tutti mi viene chiesto: unità. Condividiamo gli stessi valori al
di là delle singole sensibilità: contro la guerra, per la pace,
contro le diseguaglianze sociali, per l’equità fiscale”, ha
aggiunto.
Sul metodo con cui i partiti scelgono i propri candidati,
Todde ha detto che “credo si debba interpretare la sensibilità
dei partiti della coalizione. Nel mio caso si decise che le
primarie non fossero la strada migliore. A livello nazionale se
ne sta discutendo. Io sono laica: un progetto credibile e
riuscire ad arrivare a governare sono le uniche due cose che
devono guidare la scelta”.
Quanto alle voci su possibili candidature di assessori
regionali alle prossime elezioni politiche, la governatrice è
netta: “I sardi non hanno necessità di campagne elettorali sulla
loro pelle. Ambire a un percorso nazionale è più che legittimo,
ma ho bisogno di continuità, che non è compatibile con una
campagna elettorale. Sono stata eletta per governare la Sardegna
e voglio stabilità. I miei assessori lo sanno e se si candidano
faranno un passo indietro”.
Infine, alla domanda se in caso di vittoria del Campo largo
alle prossime elezioni politiche possa diventare ministra, Todde
risponde: “Credo che i sardi meritino serietà. Il mio patto con
loro deve essere onorato”.
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Fonte Ansa.it