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Morte avvelenate, in casa sequestrati dal pane al cestino dell’immondizia

Dai residui di pane al cestino per
l’immondizia, dal contenitore con liquido medicale a una
spazzola. Ci sono anche questi tra i 131 reperti sequestrati
dalla polizia scientifica durante il sopralluogo di fine luglio
nella casa della famiglia Di Vita a Pietracatella, il paese del
Molise dove sono morte Antonella Di Ielsi e la figlia Sara per
avvelenamento da ricina. Secondo quanto riferito dal Tg1, nella
lista degli oggetti e dei liquidi sequestrati dagli
investigatori ci sono anche un liquido per pavimenti, una
borraccia e una bottiglia vuota.
    Ma, oltre ai sequestri, gli agenti della Scientifica hanno
anche effettuato tamponi in ogni angolo della casa dove viveva
la famiglia, compresi quelli sulle impronte di un paio di
scarpe. Nell’abitazione c’erano anche guanti in gomma verdi, un
sacchetto in plastica rosso con scritto ‘Monique’ e un filtro
per aspirapolvere. Tutti oggetti sui quali potrebbe essere
presente ancora qualche traccia del veleno che ha messo fine
alla vita di madre e figlia nei giorni dello scorso Natale.
    Nello stesso giorno del sopralluogo, riferisce sempre il
Tg1, gli investigatori sarebbero entrati anche nello studio di
Gianni Di Vita, papà e marito delle due vittime che esercita
l’attività di commercialista in un appartamento di fronte a
quello di famiglia.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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