
Il sindacato infermieristico di
Pordenone (Nursind) lancia l’allarme sulla situazione
organizzativa della terapia intensiva del Centro di riferimento
oncologico (Cro) di Aviano, denunciando condizioni di lavoro non
più sostenibili e gravi rischi per la sicurezza dei pazienti e
del personale.
Al centro della criticità – spiega una nota – vi è la carenza
di organico, aggravata dall’obbligo di smaltire
contemporaneamente le ferie estive e quelle arretrate. La
riduzione delle presenze ha portato a una rimodulazione dei
turni, con un solo infermiere in servizio anziché due, e una
contestuale riduzione dei posti letto, con il supporto eventuale
garantito dal personale centro trapianti.
“Questa soluzione presenta criticità evidenti – denuncia il
Nursind Pordenone -. In caso di emergenza all’interno
dell’Istituto, l’unico infermiere presente in terapia intensiva
dovrebbe lasciare il reparto, mentre il collega del centro
trapianti dovrebbe farsi carico dell’assistenza ai pazienti
presenti. Pur riconoscendo pienamente il valore professionale
dei colleghi coinvolti, il percorso di formazione sul campo non
può essere considerato sufficiente per garantire la gestione
completa di tutte le casistiche assistenziali proprie di una
terapia intensiva”.
A confermare le criticità, prosegue la sigla, è stato il “crash test” della scorsa settimana: un intervento di 16 ore ha
richiesto tre giorni di ricovero in intensiva per un paziente,
rendendo necessarie continue reperibilità e turni ben oltre i
limiti di legge.
Ad alimentare il malcontento, poi, anche il nodo incentivi: a
fronte di 280 euro al mese destinati al personale amministrativo
tramite un progetto regionale, agli infermieri sono previsti 350
euro l’anno. “Siamo di fronte a una sproporzione inaccettabile”
afferma il segretario di Nursind Pordenone, Gianluca Altavilla,
ammonendo come “qualcuno dovrà rispondere delle conseguenze”.
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Fonte Ansa.it