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Salis, ponte Morandi è uno spartiacque nella storia di Genova

“C’è un prima e un dopo il 14
agosto 2018, il crollo del ponte Morandi è una tragedia che ha
segnato uno spartiacque nella storia di Genova e continuerà a
essere così. Il nostro compito, come istituzioni, è tenere viva
la memoria. Perciò ringrazio l’Ordine dei giornalisti,
l’Associazione ligure dei giornalisti e tutti coloro hanno
collaborato a realizzare una mostra fatta di immagini che
raccontano un lavoro corale e prezioso contro l’oblio e
l’indifferenza”. Lo dichiara la sindaca di Genova Silvia Salis a
Palazzo Tursi all’inaugurazione della mostra fotografica sul
crollo del ponte Morandi.
    La mostra raccoglie un centinaio di immagini scattate da una
trentina di fotoreporter genovesi e resterà esposta nel loggiato
di Palazzo Tursi per poi essere ospitata definitivamente nelle
sale del Memoriale. La sindaca aprendo il suo intervento rivolge
un pensiero ai familiari delle vittime. “Vi ringrazio per quello
che fate, sempre con spirito collaborativo e con la volontà di
tenere viva la memoria lavorando al fianco delle istituzioni –
rimarca -. Abbiamo detto subito di sì all’organizzazione della
mostra perché crediamo che i palazzi nei quali si svolge
l’attività amministrativa debbano essere anche luoghi vivi, nei
quali custodire la memoria e riaffermare la necessità della
verità e della giustizia. Vogliamo che Palazzo Tursi sia anche
questo. Come istituzioni, non possiamo mai dimenticare che la
responsabilità è il primo dei nostri compiti: responsabilità per
ciò che facciamo e consapevolezza che ogni scelta di
un’amministrazione pubblica incide sulla vita delle persone”.
    Salis ricorda quindi il 16 luglio scorso, giorno della
sentenza di primo grado. “La pubblica amministrazione deve
continuare a chiedere giustizia e verità – commenta -. Perciò ho
ritenuto doveroso essere presente il giorno della sentenza, un
momento che aspettavamo da molto tempo: la giustizia non
restituisce l’abbraccio delle persone che ci mancano, ma può
aiutare a convivere con il dolore”.
    “I giornalisti hanno il compito fondamentale di raccontare
con indipendenza ciò che accade nel nostro Paese – conclude
Salis -. Non hanno mai mollato e sono sempre stati presenti,
anche durante un processo estenuante. Il loro lavoro aiuta la
città e il Paese a comprendere meglio i fatti ed è un patrimonio
inestimabile. La memoria, per restare viva e pungente, ha
bisogno di voci ostinate, che non si stanchino di raccontare”.
   
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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