
“Stiamo seguendo con particolare
attenzione la situazione di difficoltà determinata dalla carenza
di risorsa idrica nella zona udinese, dove la riduzione delle
disponibilità d’acqua sta mettendo sotto pressione il comparto
agricolo. Tutti i soggetti coinvolti stanno mettendo in campo
ogni azione possibile per garantire la massima disponibilità
della risorsa, destinandola prioritariamente alle attività
agricole, confrontandoci con i limiti oggettivi imposti dalla
significativa diminuzione dei volumi d’acqua disponibili”. Lo
hanno affermato il governatore del Friuli Venezia Giulia,
Massimiliano Fedriga, e l’assessore regionale alle Risorse
agroalimentari, Stefano Zannier.
“In questa fase di criticità – ha spiegato Fedriga – la
Regione sta mettendo in campo, per quanto di propria competenza,
ogni azione possibile per governare la situazione e sostenere i
territori e le realtà che stanno affrontando le maggiori
difficoltà”.
Dal 15 luglio, spiega una nota, su indicazione dell’Autorità
di bacino, è stata attivata un’oculata gestione delle
derivazioni irrigue, con una parziale riduzione delle portate,
con l’obiettivo di preservare le scorte presenti negli invasi.
“Nonostante questa gestione prudenziale – ha sottolineato
Zannier – le scorte si sono progressivamente esaurite, a fronte
di una condizione climatica che si sta rivelando ancora più
critica di quella registrata nel 2003”.
In questo contesto, la Regione Fvg conferma l’impegno a
rafforzare il sistema irriguo e ad aumentarne la capacità di
adattamento agli effetti dei cambiamenti climatici. Sono stati attivati nel tempo investimenti per oltre 110,3 milioni: tra il
2022 e il 2024, 28,6 milioni destinati al Piano Laghetti e 81,7
milioni attraverso il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione
2021-2027. A questi si aggiungono 21,1 milioni di fondi Pnrr e
ulteriori 35,36 milioni assegnati attraverso le risorse della
legge 178/2020, derivanti dalla graduatoria Pnrr. Gli interventi
coinvolgono i Consorzi di bonifica.
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Fonte Ansa.it