
Sono in corso i lavori di miglioramento sismico e restauro
conservativo del Santuario del Santissimo Crocifisso di
Mogliano, luogo simbolo della devozione popolare la cui
fondazione risale al XVII secolo e che fu integrato, nel 1811,
dal progetto dell’architetto e pittore Giuseppe Lucatelli.
L’edificio, danneggiato dagli eventi sismici del 2016 e 2017, è
interessato da un intervento promosso dall’Arcidiocesi di Fermo
grazie a un contributo di 700mila euro. L’Ufficio speciale
ricostruzione ha appena liquidato una somma di circa 188mila
euro. “Opere come questa raccontano alla perfezione quanto
l’edilizia religiosa rappresenti una delle spine dorsali della
ricostruzione dei territori del cratere, un patrimonio
inestimabile che ha rischiato di andare in pezzi”, dice il
commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli.
Per il sindaco di Mogliano, Fabrizio Luchetti,
l’accelerazione dei lavori permetterà di restituire alla
cittadinanza e ai fedeli “uno dei luoghi più significativi della
storia, della cultura e della religiosità moglianese”, sanando,
a dieci anni dal sisma, una delle ferite ancora aperte e
contribuendo a superare quella condizione di smarrimento e “spaesamento” provocata dagli eventi. Il vescovo di Fermo, Rocco
Pennacchio, ha ricordato come la devozione al Santissimo
Crocifisso non si sia affievolita in questi anni, nonostante le
celebrazioni siano state costrette in locali di fortuna.
“Il cantiere rappresenta un altro importante contributo alla
ricostruzione degli edifici sacri della nostra diocesi”,
sottolinea il primo cittadino, esprimendo gratitudine alla
struttura commissariale per l’impegno nel rendere nuovamente
fruibili luoghi di culto che sono anche “segni di fede e di
aggregazione sociale”. Il progetto esecutivo prevede soluzioni
tecnologiche ad alta compatibilità monumentale. Tra gli
interventi figurano la realizzazione di una sottofondazione con
micropali, destinata al consolidamento delle strutture
esistenti, e il rifacimento della copertura delle navate.
Parallelamente, maestranze specializzate stanno lavorando al
delicato restauro degli apparati decorativi. Il Santuario aveva
già subito gravi danni a causa di un terremoto nel 1795. Alla
crisi strutturale si aggiunsero, negli anni successivi,
carestia, siccità, l’arrivo delle armate francesi, le razzie e
le difficoltà economiche legate alle vicende napoleoniche, che
portarono l’edificio a una condizione di degrado e abbandono.
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Fonte Ansa.it