
Il turismo delle radici come
leva strategica per la promozione della Calabria, lo sviluppo
del territorio, la valorizzazione di borghi e tradizioni. Questo
l’obiettivo perseguito da Aicotur – Associazione italiana comuni
turismo delle radici, costituita in Calabria nel 2024, che ha
presentato oggi nel corso di una conferenza stampa presso la
Cittadella regionale il progetto ‘L’abbraccio: le radici
diventano ponti’. Presenti, tra gli altri, l’assessore regionale
al Turismo, Giovanni Calabrese, e il consigliere regionale
delegato ai Calabresi nel mondo, Orlandino Greco.
Composta da Comuni sotto i 40mila abitanti l’associazione
punta a promuovere il ritorno nei luoghi d’origine dei
discendenti degli emigrati calabresi, favorendo occasioni di
incontro, conoscenza e riscoperta dell’identità culturale del
territorio. Per fare questo – è stato evidenziato nel corso
della conferenza – diventa fondamentale anche la costruzione di
una rete di accoglienza capace di trasformare il viaggio di
ritorno in un’esperienza autentica e significativa.
“Aicotur – dice il presidente del Consiglio generale
dell’associazione Giuseppe Varacalli – è stata costituita
tenendo conto degli studi sulle potenzialità che ha questo
segmento di turismo. Ad oggi si registrano dagli 80 ai 120
milioni di italo-discendenti che vivono all’estero, molti dei
quali vivono di ricordi e vorrebbero tornare. Però tutto questo
va strutturato e organizzato, soprattutto nei servizi. Il
potenziale è enorme”. “Abbiamo voluto creare – aggiunge
Varacalli – la ‘Giornata dell’abbraccio’, che si terrà 12 agosto
nei Comuni aderenti ad Aicotur, nel corso della quale
l’amministrazione comunale incontrerà i turisti di ritorno per
un saluto e uno scambio di idee in merito alla valorizzazione e
allo sviluppo del territorio di origine. In questa occasione il
sindaco di ciascun Comune conferirà loro la nomina di ‘Ambasciatori delle radici'”.
“Insieme ad Aicotur, e a tutte le varie associazioni che
creano collegamenti con i calabresi nel mondo l’obiettivo è
quello di costruire una accoglienza”, spiega l’assessore
Calabrese. “Questo – prosegue – rientra in quel percorso che
stiamo portando avanti sul turismo delle radici, che è iniziato
con il ministero degli Esteri qualche anno fa e rappresenta un
asset di sviluppo turistico molto interessante. Consideriamo che
i Calabresi nel mondo sono più di otto milioni e tantissimi
vogliono tornare, scoprire le proprie origini, il proprio
territorio, ed è su questo che stiamo lavorando”.
“I calabresi nel mondo – sottolinea il consigliere regionale
Orlandino Greco – sono otto milioni e molti hanno raggiunto
livelli importanti nella società dei luoghi in cui risiedono. Ci
sono grandi potenzialità sia per l’attrazione di investimenti
sia per l’export. Si tratta di valorizzare la loro azione.
Stiamo cercando di farlo attraverso la Consulta dei calabresi
nel mondo”.
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Fonte Ansa.it