
La trombosi venosa profonda e
l’embolia polmonare non colpiscono solo soggetti anziani o
fragili, ma rappresentano un rischio concreto anche per gli
atleti professionisti e amatoriali, spesso nel pieno della forma
fisica. Per colmare la carenza di dati scientifici su questa
condizione, Fondazione Arianna Anticoagulazione ETS ha
presentato a Bologna, in occasione
del suo 10mo convegno, lo studio osservazionale multicentrico
nazionale Start-Sport e il contestuale avvio della campagna “Ritorno in gioco-vincere la trombosi nello sport” mirata a
sensibilizzare ed informare atleti, allenatori, medici sportivi
e riabilitativi, fisioterapisti e società sportive sui fattori
di
rischio prevenibili, sui sintomi da non sottovalutare e
sull’importanza di una diagnosi tempestiva del tromboembolismo
venoso. L’iniziativa è supportata dall’Associazione Italiana
Pazienti Anticoagulati (A.I.P.A.) di Cremona e patrocinata dalla
Federazione dei Centri per la diagnosi della trombosi e la
Sorveglianza delle terapie Antitrombotiche (F.C.S.A.).
“Una maggiore consapevolezza da parte di medici, atleti,
allenatori e fisioterapisti delle peculiarità di questa
condizione patologica in soggetti giovani e sportivi può
condurre a diagnosi più accurate e tempestive che permettano di
iniziare i trattamenti antitrombotici adeguati , consentendo di
ridurre il
rischio di morte improvvisa da embolia polmonare” ha spiegato
Sophie Testa di Fondazione Arianna Anticoagulazione,
vice-presidente di F.C.S.A.
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Fonte Ansa.it