
(di Giulia Bertollini) Tra le novità più interessanti
annunciate dalla Rai per la stagione televisiva 2026/2027 c’è
Una piccola formalità, una nuova fiction che mescola commedia,
mistero, sentimenti e crescita personale, presentata in
anteprima all’Italian Global Series a Riccione. Tratta
dall’omonimo romanzo di Alessia Gazzola, autrice molto amata dal
pubblico italiano grazie ai successi de L’Allieva e Costanza,
diretta da Davide Marengo, la serie, in onda presumibilmente a
novembre, porterà su Rai1 una storia ricca di colpi di scena
ambientata nella Milano contemporanea, dove una semplice pratica
burocratica finirà per trasformarsi in un viaggio tra segreti di
famiglia, amori inattesi e scelte che cambiano la vita.
La protagonista è Rachele, una giornalista trentenne che vive
una vita ben diversa da quella che aveva immaginato. Abita in un
seminterrato alla periferia di Milano insieme alla sua migliore
amica e collega Arianna e lavora per “Chic&Glam”, una rivista
dedicata al costume e allo spettacolo. Ma il suo sogno è entrare
nella redazione de “L’Eco di Milano”, quotidiano specializzato
in grandi inchieste. Ad interpretare Rachele è Pilar Fogliati: “Sono entrata nel mondo di Alessia Gazzola e il fatto che il suo
nome sia legato alla Rai è quasi sinonimo di successo. Spero che
sia così anche per questa serie. Il mio personaggio, Rachele, è
una giornalista un po’ frustrata: si impegna tantissimo e sogna
di occuparsi di inchieste, ma finisce a scrivere per un giornale
che non è quello a cui aspirava. Fa fatica ad arrivare a fine
mese e vive con una coinquilina. Nonostante tutto, è buffa,
leggera e piena di vitalità. La sua vita cambia quando in
famiglia arriva la notizia della morte di uno zio, che le ha
lasciato un’eredità. Da quel momento prende il via una vera e
propria ricerca investigativa, che affronterà insieme a un
giovane notaio, suo ex compagno di liceo”.
Stefano Rossi Giordani è il giornalista investigativo Pietro
Marra: “All’inizio si presenta come un idealista, razionale,
convinto delle proprie idee e molto sicuro di sé. In realtà,
nasconde una grande fragilità, legata alla sua necessità quasi
ossessiva di raccontare la verità. Il paradosso è che, mentre
cerca di raccontare la verità dal punto di vista giornalistico,
non riesce a fare altrettanto con se stesso. È proprio questo
contrasto che mi ha incuriosito di più”.
Manfredi, alias Lorenzo Richelmy, è invece un ex compagno di
scuola diventato notaio: “Il mio personaggio si presenta come un
bon vivant, uno che ama divertirsi, e invece fa il notaio. Ci
aspetteremmo il classico professionista serio, un po’ polveroso,
sempre in giacca e cravatta, mentre lui preferisce giocare a
poker e andare a vela”, ha spiegato l’attore.
La serie, ha sottolineato il regista Marengo, “è ambientata
nella Milano di oggi e segue le vicende di un gruppo di
protagonisti poco più che trentenni. È quindi un racconto che ha
anche una forte componente generazionale. Uno degli aspetti più
interessanti è la struttura narrativa: ogni episodio ruota
attorno a un articolo che la protagonista deve scrivere. A
commissionarglielo è Carlotta Natoli, la direttrice dal
carattere deciso e molto esigente, con un’energia che ricorda,
in chiave ironica, la Miranda Priestley de Il diavolo veste
Prada. Ogni volta affida alla redazione un tema su cui indagare,
invitando i protagonisti a osservare un diverso aspetto della
società contemporanea per il magazine Chic & Glam. Un giornale
all’apparenza leggero e patinato diventa, però, il punto di
partenza per raccontare qualcosa di molto più profondo”. Tanti i
temi affrontati: “Si parla di cyberbullismo, del matrimonio tra
persone dello stesso sesso, del mondo delle app di incontri e
delle relazioni che nascono attraverso questi strumenti”.
Parlando con l’ANSA a margine della presentazione, Pilar
Fogliati si è unita al coro contro la messa in onda delle serie
alle 22: “Le serie iniziano troppo tardi e le persone per andare
a lavorare la mattina presto non le guardano. Stanno
distruggendo la seconda serata che era quella sperimentale”.
Intanto la attende il sequel di “Follemente” di Paolo Genovese: “Sapere di aver fatto parte del film che ha incassato di più
negli ultimi cinque anni è motivo di grande soddisfazione, non
solo dal punto di vista personale, ma anche perché significa
contribuire a un risultato importante per tutto il mercato
cinematografico. Credo che uno dei motivi del suo successo sia
che racconta momenti in cui è facile riconoscersi. Il primo film
ruotava attorno al primo appuntamento; il secondo, invece, non
posso ancora svelare di cosa parlerà. Posso solo dire che la
sceneggiatura è arrivata e che siamo tutti molto entusiasti di
tornare sul set”.
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Fonte Ansa.it