
“Il progetto Holostem continuerà
nell’ambito di una più ampia piattaforma nazionale di medicina
rigenerativa a forte impatto sociale, che riguarderà anche le
terapie per le malattie rare e orfane, con l’obiettivo
prioritario di garantire la continuità delle cure, a partire da
quelle destinate ai pazienti affetti da epidermolisi bollosa, i
cosiddetti ‘bambini farfalla'”. Lo precisano fonti del Mimit,
rispondendo alle accuse della Filctem-Cgil.
Le stesse fonti sottolineano che “il Ministero della Salute e
il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, preso atto
dell’esito negativo del percorso seguito dalla precedente
governance della Fondazione Enea Tech e Biomedical, vigilata dai
due Dicasteri e detentrice del 100% di Holostem, hanno indicato
una strada diversa e affidato alla nuova governance della
Fondazione – il cui decreto di nomina è in corso di
registrazione alla Corte dei conti – il mandato di definire un
piano in grado di salvaguardare prospettive terapeutiche,
competenze, autorizzazioni e capacità produttive maturate in
questi anni”. “Il percorso seguito finora”, spiegano le fonti, “non ha prodotto le condizioni necessarie a garantire un
rilancio stabile e sostenibile di Holostem, nonostante le
risorse pubbliche già investite e i ripetuti tentativi di
individuare partner industriali e finanziari”.
“La liquidazione volontaria”, precisano infine le fonti, “non
equivale quindi alla fine dell’esperienza Holostem, né alla
rinuncia al patrimonio scientifico, industriale e terapeutico
sviluppato dalla società. Al contrario, la scelta è quella di
ricollocare quel patrimonio in un progetto più ampio, stabile e
sostenibile, anche attraverso l’apporto di competenze e capitali
privati, così da assicurare continuità all’innovazione, alle
prospettive di cura dei pazienti e alla valorizzazione delle
professionalità coinvolte”.
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Fonte Ansa.it