
Sono 309 gli atti intimidatori,
di minaccia e violenza, con una flessione del 6% rispetto al
2024, quando furono 328, rivolti nel corso del 2025 a sindaci,
assessori, consiglieri comunali e municipali, amministratori
regionali, dipendenti della pubblica amministrazione, registrati
da Avviso pubblico in tutto il Paese. La Puglia è la regione più
colpita con 51 casi censiti (+24% rispetto al 2024); seguono
Campania (37), Sicilia (35) e Calabria (32). I dati sono
contenuti nel rapporto ‘Amministratori sotto tiro’ realizzato da
Avviso pubblico e presentato a Napoli.
In media, in Italia, nel 2025 si è verificata una minaccia
ogni 28 ore. Rispetto al 2024 la ripartizione dei casi per
macroaree geografiche vede una diminuzione delle intimidazioni
nel Mezzogiorno (59% del totale nazionale), soprattutto per
effetto del calo dei casi censiti nelle Isole (da 68 a 51 casi).
Aumentano i casi nelle regioni del Centro (46) e del Nord-Ovest
(44), mentre si registra una lieve diminuzione nel Nord-Est
(37).
A livello territoriale Napoli è stata la provincia più
bersagliata da atti intimidatori con 16 casi distribuiti in 11
Comuni. Nella graduatoria provinciale seguono Lecce (15),
Palermo (14), Reggio Calabria (11), Cosenza, Agrigento e Padova
(10). L’84% delle intimidazioni sono state di tipo diretto, cioè
rivolte direttamente alla persona presa di mira. Nel restante
16% dei casi le minacce sono state di tipo indiretto. Questo
significa che sono stati colpiti municipi, uffici e strutture di
proprietà comunale o sono state distrutte e danneggiate
strutture e mezzi adibiti al ciclo dei rifiuti, a servizi
sanitari, idrici, elettrici e del trasporto pubblico. Tra le
minacce di tipo indiretto vanno annoverate anche le
intimidazioni rivolte ai familiari.
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Fonte Ansa.it