
Per una colonscopia totale a
sedazione cosciente da effettuare in una struttura sanitaria
pubblica, una donna di 49 anni di Gibellina (Trapani) dovrà
attendere quasi un anno e tre mesi. Dall’Asp di Trapani fanno
sapere che a commettere l’errore nella ricetta sarebbe stato il
medico curante e che l’azienda sta cercando di contattare la
paziente per trovare una soluzione.
Lo scorso 10 giugno a seguito di richiesta del medico
curante, il centro unico prenotazioni dell’Asp di Trapani ha
fissato l’esame diagnostico per il 2 settembre 2027. La
colonscopia dovrà essere effettuata all’ospedale di Alcamo.
L’alternativa, per evitare questa lunga lista d’attesa, è il
ricorso, a pagamento, ad una struttura sanitaria privata.
Dall’Asp replicano: “Il medico che ha prescritto la ricetta,
visto che ha sangue occulto positivo, doveva scrivere come
priorità U urgente o cod. B (breve). Comunque, la paziente
può/deve chiedere al cup il ‘percorso di tutela’, così che se
non è possibile erogare la prestazione all’interno delle
strutture aziendali, potrà essere effettuata da uno specialista
convenzionato, a carico dell’Asp”. L’azienda sta cercando di
mettersi in contatto con la donna per spiegarle il “percorso di
tutela”.
All’inizio dello scorso anno, l’Asp fu al centro di
polemiche per i notevoli ritardi nella refertazione e consegna
degli esami istologici. Consegna che in un caso arrivò dopo la
morte del paziente e in altri quando ormai era troppo tardi per
bloccare l’evoluzione letale del tumore.
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Fonte Ansa.it