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Un’Europa federale, sempre più unita per resistere e andare avanti

Europa esposta a pressioni esterne sempre più forti, ma
ancora frammentata in 27 Stati. Ed è difficile fare le mosse
giuste in un contesto internazionale che fa sempre più ricorso
alla forza. La soluzione? Anche l’Europa federale con una vera
unione politica che possa realizzare una strategia condivisa su
difesa, fiscalità e politica estera, mettendo al contempo le
autonomie locali al riparo dall’impotenza e dalla frammentazione
globale. Questi i temi sul tavolo del convegno organizzato
dall’Associazione tra gli ex Consiglieri regionali della
Sardegna intitolato “L’Europa federale: una forza comune al
servizio delle autonomie”.
    Si è parlato anche del ruolo dell’Italia: per vocazione
naturale, potrebbe fare da collante tra i Paesi europei e farsi
promotrice di un’Europa federale che funga da scudo per le
autonomie locali: non per annullarle ma per garantirne la piena
libertà e capacità di azione. “Nel contesto geopolitico così
profondamente mutato e turbato dalla nuova politica americana –
dichiara l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi – l’Europa
rappresenta la più grande risorsa per tutti i Paesi che ne fanno
parte. Entro i suoi confini si custodiscono ancora il valore
della democrazia e il principio dell’inviolabilità dei diritti
umani. E oggi, mentre nel mondo si consuma la ‘terza guerra
mondiale a pezzi’, dovrebbe essere evidente quanto preziosa sia
la nostra Unione. Perché l’Europa possa svolgere nel mondo il
ruolo che le compete, dobbiamo accelerare il processo di
unificazione politica che non è stato ancora del tutto compiuto.
    Sono particolarmente lieto di tornare in Sardegna in questa
occasione di dibattito sull’Europa – conclude Prodi – alla quale
ho dedicato tanta parte del mio impegno politico”.
    Il convegno si è aperto con i saluti istituzionali del
presidente del Consiglio regionale della Sardegna Piero
Comandini, del vicepresidente della Regione Giuseppe Meloni, del
sindaco di Cagliari Massimo Zedda e del presidente
dell’Associazione ex Consiglieri regionali Eliseo Secci. Poi gli
interventi dell’Università di Sassari Paolo Fois (Diritto
Internazionale) e Omar Chessa (Diritto Costituzionale)e di
Ilenia Ruggiu, docente di Diritto Costituzionale all’Università
di Cagliari.
    “Siamo cresciuti guardando all’Europa – ha detto il
presidente Comandini nel suo saluto -, un’Europa che era per noi
pace, sicurezza, libertà di circolazione. Negli anni quel
modello è stato messo fortemente in discussione in un nuovo
caotico ordine mondiale. Abbiamo due punti fermi fondamentali:
crediamo nell’Europa, anche in un momento di crisi, e dobbiamo
pensare che l’Europa si sostiene con i cittadini ma anche con i
grandi partiti della tradizione europea. Dobbiamo investire su
questi, che sono i veri baluardi per arginare gli estremismi, di
destra e di sinistra, che anche a livello europeo stanno
crescendo. Senza quei partiti non avremo limite democratico per
ricostruire quella Europa in cui tutti abbiamo creduto e
crediamo”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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