
Affollamento di pronto soccorso,
aumento delle malattie croniche, blocco dei posti letto e
necessità di gestire una popolazione sempre più anziana
attraverso una rete territoriale fluida e strutturata su più
livelli intermedi. Questi i temi al centro del Congresso
regionale della Società italiana di medicina interna (Simi)
Piemonte-Liguria-Valle d’Aosta, tenutosi a Novara questa
mattina.
I profili demografici e clinici delle tre Regioni presentano
elementi unici, che mettono alla prova la sostenibilità
economica dei bilanci sanitari. La Liguria risulta la Regione
più anziana d’Europa, in Piemonte il diabete ha un’incidenza del
7,1%, molto superiore alla media del Nord-Ovest. Le patologie
legate al cardio-nefro-metabolismo e all’anticoagulazione
abbracciano oltre il 65% dei ricoveri in medicina interna.
La dottoressa Roberta Zaira Pedrazzoli, presidente Simi
Piemonte-Liguria-Valle d’Aosta, ha tracciato un bilancio
dell’evento: “L’ospedale deve rimanere il luogo deputato
esclusivamente alla cura degli acuti o delle riacutizzazioni, e
non della cronicità in sé. Oggi il pronto soccorso è diventato
il primo e spesso unico punto di riferimento anche per patologie
di minore entità perché il paziente spaventato non trova
risposte immediate altrove. La proposta concreta lanciata dalla
Simi è quella di ridisegnare la sanità territoriale superando il
binomio esclusivo medico di base-ospedale, implementando la
presenza di team multidisciplinari in strutture intermedie come
le Case della salute in grado di garantire screening precoci.
Diventa inoltre importante affiancare i medici di medicina
generale subito dopo le dimissioni del paziente, costruendo
un’alleanza terapeutica che eviti i ricoveri ripetuti”.
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Fonte Ansa.it