
“È un monumento che
cammina per terra. Non è su un basamento. Cammina sul terreno,
in mezzo alla gente. Lo skyline, sullo sfondo, rappresenta la
comunità non solo la città. Un monumento che nonostante la
caparbietà dell’Associazione Nazionale Carabinieri non è stato
imposto. È frutto di una convergenza di interessi, di principi”.
Queste le parole che il comandante della Legione “Calabria”
generale Riccardo Sciuto ha dedicato al monumento ai Caduti di
Nassirya, inaugurato nella piazza “Caduti di Nassirya”, oggi
intitolata sul Lungomare Genoese Zerbi.
L’opera in bronzo, collocata sulla passeggiata dal waterfront
cittadino, rappresenta un carabiniere in alta uniforme che tende
la mano a un ragazzino. È stata realizzata su progetto del prof.
Luigi Citarella, docente di tecniche artistiche della scultura,
dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria,
unica in Italia dotata di un laboratorio di fonderia. Alla
realizzazione ha contribuito anche l’Università Mediterranea di
Reggio Calabria.
La scultura, intitolata “Per la gente, tra la gente”, “incarna l’essenza – ha spiegato Citarella – del servizio reso
dell’arma alla comunità con un mondo in rapida evoluzione.
Dietro le due figure alcuni elementi architettonici astratti
simboleggiano il caos e la complessità delle sfide del mondo”.
Il mantello che ricopre, le spalle del carabiniere
raffigurato, per metà si trasforma in un’ala di Angelo. “In
ricordo di quei caduti, che dalla legione di appartenenza sono
adesso nella legione dei cieli” ha sottolineato il capitano
Gianfranco Aricò, ispettore regionale dell’Associazione
nazionale Carabinieri, che ha definito l’opera “un sogno che
perseguivamo da vent’anni”.
Dopo la scopertura, Sciuto, la prefetta di Reggio Calabria
Clara Vaccaro ed il sindaco facente funzioni Mimmo Battaglia,
nel suo ultimo giorno di mandato, hanno deposto una corona
d’alloro al monumento.
“Quando le nostre vedove sono presenti – ha detto Sciuto – è
un momento da un lato naturalmente commemorativo, ma dall’altro
anche di grande apprensione, di grande dolore, perché ogni volta
che noi ricordiamo, commemoriamo, o scopriamo una Targa che
ricorda Nassirya, noi scopriamo un dolore fisico, circostante di
disagio, ricordi, memoria. Oggi, però, questo sentimento è un
po’ mitigato dal fatto che oltre a dedicare la piazza ad un
evento così importante per la storia patria, scopriamo un
monumento dedicato all’Arma dei Carabinieri”.
“Ogni monumento è memoria – ha concluso Sciuto – ricordo.
Ricorda che l’Arma esiste perché esiste. L’Arma normalmente non
arretra mai, non si ferma mai. Se si ferma, se arretra è perché
deve aspettare qualcuno: una figura fragile, un bambino al quale
il Carabiniere dà la propria mano ed è la mano che è cercata da
questo bambino”. Al termine, è stata inaugurata al Museo
Archeologico Nazionale, la mostra storico-documentale sui
Carabinieri, “Eroi quotidiani”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Fonte Ansa.it