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Una nuova sede per l’Archivio Storico della Biennale di Venezia

Ha una nuova sede, all’Arsenale,
l’Archivio Storico – Centro Internazionale della Ricerca sulle
Arti Contemporanee della Biennale di Venezia. Alla cerimonia di
presentazione erano presenti il presidente, Pietrangelo
Buttafuoco, gli ex presidenti Paolo Baratta e Roberto Cicutto,
la responsabile dell’archivio, Debora Rossi, e il nuovo sindaco
di Venezia, Simone Venturini.
    La nuova sede si riappropria della città storica, dopo che
negli ultimi anni l’Archivio è stato ospitato in terraferma, al
Vega – Parco Scientifico Tecnologico di Marghera. A questo
scopo è stato individuato un complesso di edifici storici
adiacenti alle Corderie, con circa 8.0000 metri quadri di
superficie.
    I lavori, avviati nel marzo 2024 e conclusi nel rispetto del
cronoprogramma, hanno previsto un investimento complessivo di
oltre 38 milioni di euro stanziati dal ministero della Cultura:
20 a valere sui fondi “Grandi Progetti Beni Culturali”
(stanziati nel 2019) e ulteriori 18 provenienti dal Pnrr.
    È in questo contesto che nel 2021 è sorto il Centro
Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee, luogo di
riferimento per relazioni, collaborazioni e progetti condivisi
con studenti, studiosi, istituzioni culturali ed enti di ricerca
nazionali e internazionali. I materiali conservati nell’Archivio
generano così nuove ricerche, sperimentazioni e produzioni
offrendo anche ai direttori artistici dei diversi settori
l’opportunità di confrontarsi con il patrimonio documentale e
sviluppare percorsi espositivi e progetti speciali basati sui
materiali d’archivio.
    “Che cos’è l’archivio? Ve lo spiego con un gesto semplice –
ha dichiarato Buttafuoco -, è quello di quando si afferra un
documento. E quel documento, grazie a questa struttura e alla
Biennale come centro di produzione, oltre che studio, attraverso
quel gesto diventa un fatto d’arte”.
    Per l’occasione, i direttori artistici dei diversi settori
della Biennale hanno sviluppato un programma speciale di tre
giornate. Oggi e domani si susseguiranno tre performance di
teatro, di danza e di arte, una lecture di architettura e una
conversazione sul cinema e un concerto. Il 3 giugno, invece, lo
spazio sarà aperto alle visite del pubblico. Così, l’Archivio si
configura come uno spazio dinamico della memoria dedicato ai
linguaggi delle arti contemporanee.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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