
E’ stato completato, con il
contributo dell’organizzazione non profit americana Save Venice,
il restauro della “Madonna del Parto” di Jacopo Palma il
Giovane, custodita nella Chiesa dei Santi Geremia Profeta e
Lucia Vergine Martire, Santuario di Santa Lucia a Venezia.
L’intervento, iniziato nell’ottobre scorso, ha avuto il
sostegno di Pasquale Bruni, e giunge a quasi un secolo e mezzo
dall’ultimo intervento documentato, risalente al 1862. Al
termine del restauro, la tela è stata ricollocata nel
presbiterio, alla destra dell’altare maggiore, restituendo alla
comunità dei fedeli una delle più significative opere conservate
in chiesa.
Il restauro è stato eseguito in un laboratorio temporaneo
all’interno di uno spazio messo a disposizione dalla chiesa.
L’Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici del Patriarcato e
la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la
Città metropolitana di Venezia hanno seguito i lavori, condotti
dalle restauratrici Enrica Colombini e Elisa Galante.
La campagna conservativa ha restituito piena leggibilità
all’opera, riportando in luce la straordinaria qualità pittorica
e la freschezza della pennellata che consacrarono Palma tra i
maggiori protagonisti della pittura veneziana del suo tempo. La
rimozione delle vernici ingiallite e delle ridipinture alterate
ha permesso di recuperare la vivacità cromatica e l’intensità
dei contrasti luministici ideati dal pittore, restituendo
chiarezza a dettagli offuscati dal tempo.
Dipinta tra il 1617 e il 1620 per la Chiesa di Santa Lucia —
soppressa per decreto napoleonico nel 1806 e demolita nel 1860
per far spazio alla costruzione della stazione ferroviaria — la
grande pala d’altare fu commissionata da Giovanni Tiepolo,
futuro Patriarca di Venezia. Raffigura Maria prossima alla
nascita di Cristo mentre trova rifugio in una grotta oscura,
improvvisamente rischiarata dalla presenza divina.
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