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Cifarelli, irricevibile lo scenario prospettato dalla Natuzzi

“Gli esiti dell’ultimo tavolo
convocato al Mimit sulla vertenza Natuzzi confermano purtroppo
tutte le preoccupazioni che avevo sollevato lo scorso 30 aprile,
all’indomani del Consiglio comunale congiunto di Santeramo,
Altamura e Matera”. Così, in una nota, il consigliere regionale
della Basilicata Roberto Cifarelli (gruppo misto).
    Secondo il rappresentante della minoranza di centrosinistra, “lo scenario prospettato dall’azienda — che ipotizza la chiusura
di tre stabilimenti, lo stop di un anno per i siti di Santeramo
PS e Graviscella e il contestuale trasferimento dei volumi
produttivi all’estero — è semplicemente irricevibile. Siamo di
fronte all’ennesimo, inaccettabile tentativo di scaricare le
difficoltà industriali interamente sulle spalle dei lavoratori e
sul perimetro produttivo italiano del nostro distretto”.
    “Già settimane fa – aggiunge Cifarelli – avevo denunciato i
ritardi ingiustificabili con cui le istituzioni locali, a
partire dal Comune di Matera, sono arrivate a farsi carico della
vertenza, ignorando per mesi i gridi d’allarme delle opposizioni
e dei sindacati. Oggi quei nodi vengono al pettine. Non siamo di
fronte alla crisi di una singola azienda, ma a una vera e
propria crisi di sistema che minaccia un patrimonio strategico
di 9.000 lavoratori e 600 imprese tra Puglia e Basilicata. Un
distretto che rischia la desertificazione se non si mette un
freno immediato a qualsiasi ipotesi di delocalizzazione. In
questo contesto — continua — l’annuncio del Ministro Urso circa
l’avvio di una due diligence per valutare l’ingresso dello Stato
nel capitale sociale di Natuzzi attraverso Invitalia rappresenta
un fatto positivo, ma a una condizione chiara: la mano pubblica
non deve servire a finanziare l’ennesimo ammortizzatore sociale
a fondo perduto per coprire disimpegni industriali. Natuzzi ha
beneficiato per oltre vent’anni di ingenti risorse pubbliche e,
come ho già sostenuto, non può più essere considerata un
soggetto esclusivamente privato. È un bene di interesse
collettivo. Se lo Stato entra nel capitale, lo faccia per
imporre una governance innovativa”.
    Per Cifarelli, “è il momento di applicare coraggiosamente la
legge 76/2025, dando concreta attuazione all’articolo 46 della
Costituzione per la partecipazione diretta delle lavoratrici e
dei lavoratori alla gestione e al controllo dell’impresa. Solo
così potremo garantire trasparenza sulle scelte strategiche,
investimenti reali nel reshoring e la salvaguardia dei livelli
occupazionali. In vista dei due cruciali appuntamenti di giugno
— l’incontro in Regione Puglia il 4 giugno e il tavolo decisivo
al Mimit l’11 giugno — chiedo alle Regioni Basilicata e Puglia
di muoversi in totale sincronia e con la massima fermezza. È
necessario sostenere in ogni sede la richiesta di riconoscimento
dello stato di area di crisi complessa per l’intero distretto
murgiano. Serve un fronte istituzionale unito e rigoroso per
bloccare i piani di ridimensionamento di Natuzzi e pretendere un
piano industriale che rimetta al centro il lavoro, il territorio
e la dignità del nostro sistema produttivo”, conclude il
consigliere regionale lucano.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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