
Il prossimo autunno riaprirà sul
colle di Covignano, a Rimini, lo storico ‘Paradiso’: l’ex
locale, chiuso da anni e acquistato all’asta nel 2018 dalla
società Filo, diventerà ‘Casa Paradiso Art Gallery’, spazio
dedicato ad arte, eventi aziendali, sfilate di moda ed
esposizioni. I lavori di trasformazione sono iniziati nel 2023 e
la struttura aprirà i battenti il prossimo autunno. Il ‘Paradiso’ è stato uno dei ‘templi’ più sacri del mondo della
notte romagnola: sul colle di Covignano dominava Rimini e
orientava le tendenze in quella striscia di terra, la Riviera,
divenuta negli anni Ottanta e Novanta il ‘divertimentificio’
nazionale. Un vero e proprio simbolo e divenuto icona di
un’epoca, quella delle discoteche, sempre più sbiadita e
destinata a rimanere nella memoria.
Il locale amato da migliaia e migliaia di persone, salite
sul colle per ‘vedere e farsi vedere’, a fianco di cantanti e
modelle di fama mondiale, stilisti di grido e politici di ogni schieramento, calciatori – da quelli di provincia fino alle superstar come Maradona – e sportivi di ogni disciplina, stelle dello spettacolo tricolore e internazionale, torna a nuova vita,
tutta dedicata alla cultura e all’arte.
La nuova struttura si estende su un’area di 15.000 metri
quadrati, ha mantenuto il perimetro originario, integrandolo con
materiali come pietra naturale e legno e recuperando elementi
storici come il cancello d’ingresso. Negli anni Cinquanta Tina
Mirti Fabbri aveva trasformato la villa collinare in un punto
d’incontro per il jet-set. Negli anni Settanta il figlio Gianni
Fabbri ne aveva fatto uno dei locali più noti e iconici della
Riviera.
A suggellare il passaggio di testimone tra il ‘vecchio’ e il ‘nuovo’ ‘Paradiso’, Simonetta Franci, moglie del celebre
semiologo Paolo Fabbri. “Mio marito – racconta – amava
paragonare il suo lavoro a quello del fratello Gianni: ‘Entrambi
ci occupiamo di giovani’, diceva, ‘io nelle aule universitarie
di giorno, mio fratello accogliendoli di notte’. Libri, musica e
ballo sono tutte esperienze formative della giovinezza. Oggi –
conclude – sono sicura che entrambi avrebbero amato la
rinascita di questo luogo: un progetto che fa risorgere lo
spirito pionieristico originario al servizio di arte, cultura e
impresa”.
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Fonte Ansa.it