Home » Italia » Campania » Battere l’Udinese per chiudere in bellezza, Conte al passo d’addio

Battere l’Udinese per chiudere in bellezza, Conte al passo d’addio

(di Mario Zaccaria) Antonio Conte e il Napoli. Una
storia breve ma intensa, della quale domani al Maradona va in
scena l’ultimo atto. La decisione di interrompere con un anno di
anticipo il rapporto con la società di Aurelio De Laurentiis
arriva un po’ a sorpresa, proprio quando sembrava che un
incontro chiarificatore tra i due potesse preludere a un
rinnovato accordo e perfino a un prolungamento del contratto. Ma
Conte è fatto così, si lascia guidare dall’istinto che,
evidentemente, deve avergli suggerito che la sua storia sulla
panchina del Napoli avesse esaurito il racconto.
    Quali i motivi? Forse Conte li spiegherà a campionato
concluso, non si esclude neppure che possa farlo domani sera,
con il secondo posto in classifica alle spalle dell’Inter
conquistato, un risultato per raggiungere il quale basta anche
soltanto un pareggio. Insomma il tecnico ha sempre lasciato le
sue squadre da vincente e intende continuare a farlo e non si
può escludere che alla base della sua decisione di lasciare la
guida del Napoli possa esserci la volontà di ridimensionamento
espressa da De Laurentiis, preoccupato per il gonfiarsi negli
ultimi due anni del monte ingaggi, fenomeno che a giudizio del
presidente metterebbe a rischio la solidità futura della
Società.
    Conte, dunque, lascia da vincente e come tale vuole chiudere
in bellezza, battendo l’Udinese nell’ultima sfida della
stagione. Per farlo ha martellato per tutta la settimana in suoi
giocatori con allenamenti fitti, studio meticoloso
dell’avversaria e richiesta ossessiva di massima concentrazione.
    Riguardo alla formazione da mandare in campo potrà spaziare a
piacimento, cosa che non ha mai potuto fare per tutta la
stagione a causa dei ripetuti e in certi casi anche gravi
infortuni che lo hanno privato dell’apporto di tanti calciatori.
    Domani mancherà il solo Lukaku, il suo pupillo di un tempo,
l’uomo che chiese e ottenne da De Laurentiis quando due anni fa
firmò il contratto, colui che assieme a McTominay lo aiutò più
di tutti nella passata stagione, dopo la delusione dell’anno del
decimo posto, a conquistare uno scudetto che seppe quasi di
miracolo. Gli altri protagonisti ci saranno tutti. Per alcuni
(Spinazzola, Juan Jesus, ma anche Lobotka, Elmas, Meret,
Anguissa) potrebbe trattarsi del passo d’addio. Conte ne potrà
far giocare 16 in tutto ma se dipendesse da lui schiererebbe
tutta la rosa nei confronti della quale, nonostante qualche muso
lungo e qualche critica per il martellamento continuo che non
lascia tragua nelle settimane che si susseguono con impegni dal
ritmo incessante, conserva gratitudine e affetto.
    E poi c’è il pubblico del Maradona che lo ha sempre sostenuto
e lo ha anche amato. Se fosse dipeso dai tifosi Conte non
sarebbe dovuto mai andar via. Ma il calcio è così. E a partire
da lunedì tutti saranno ansiosi soltanto di conoscere il nuovo
condottiero della squadra.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

Condividi questo Articolo
Dite la vostra!
00

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>