
A Venezia si chiude l’era di Luigi Brugnaro e il centrosinistra vuole tornare alla guida della città, tanto che la segretaria Pd Elly Schlein sceglie il capoluogo veneto – il più popolato dei comuni al voto – per chiudere la campagna delle amministrative, in sostegno al senatore Andrea Martella. L’assessore uscente Simone Venturini crede nella rimonta e passa l’ultima sera sul palco col ministro della Difesa Guido Crosetto. Per riprendersi la laguna dopo 11 anni i Dem hanno messo in campo l’ex sottosegretario all’Editoria e un campo larghissimo, da Rifondazione a Italia viva e Radicali, passando per Avs e M5s. La coalizione “La stagione buona” punta a scalzare il “delfino” di Brugnaro, appoggiato da centrodestra e Azione.
I sondaggi davano in vantaggio Martella ma non abbastanza da assicurarsi la vittoria al primo turno. Anche per questo tutti i big della coalizione si sono fatti vedere negli ultimi giorni: oltre a Schlein c’è Angelo Bonelli, nei giorni scorsi Matteo Renzi, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni. Venturini ha incassato la visita del leader della Lega Matteo Salvini e un videomessaggio di Giorgia Meloni. Venezia è stata anche il palcoscenico di due clamorose polemiche a tema cultura: la nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale della Fenice, con rivolta di orchestrali e abbonati fino a quando il sovrintendente Nicola Colabianchi l’ha silurata, prima ancora del suo arrivo. E il ritorno della Russia alla Biennale con il braccio di ferro tra il presidente Pietrangelo Buttafuoco e il ministro della Cultura Alessandro Giuli, parzialmente ricucito. Entrambi gli aspiranti sindaci hanno annunciato che nomineranno un assessore a differenza di Brugnaro, che aveva mantenuto la delega per sé.
Altro nodo è quello del turismo, coi suoi riflessi in termini di spopolamento, costo della vita e vivibilità della città, con il controverso ticket d’accesso: Venturini ha già detto che lo confermerà, il centrosinistra che lo abolirà. In terraferma, dove vive la maggior parte degli elettori, le coalizioni si scontrano su sicurezza e integrazione. Il centrosinistra accusa il centrodestra di aver fallito, la coalizione di Venturini punta il dito contro la presenza di sei bengalesi nelle liste Dem, con la Lega che sugli autobus scrive “No moschea”. Cercano seggi in consiglio i sei candidati indipendenti: Giovanni Andrea Martini (Tutta la città insieme), l’economista Michele Boldrin (Ora!), l’ex presidente dei commercianti di San Marco Claudio Vernier (Città vive), Pierangelo Del Zotto (Prima il Veneto), Roberto Agirmo (Resistere Veneto) e il vannacciano Luigi Corò (Futuro per Venezia Mestre).
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