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Temporary Rooms, in Triennale la casa che cambia di Davide Stucchi

La metamorfosi degli ambienti
domestici è al centro di Temporary Rooms, la prima personale
milanese di Davide Stucchi, ospitata in Triennale Milano dal 14
maggio al 4 ottobre.
    L’Impluvium al primo piano di Triennale è stato trasformato
dall’artista in una sorta di cantiere edile, segnalato da una
serie di recinzioni modulari in metallo.
    Scomposti, privati di funzione, o riattivati con intenzione
ironica, gli oggetti dello spazio domestico diventano un
dispositivo narrativo e critico, che parla di trasformazione
dell’intimità e crescente porosità tra pubblico e privato.
    Un’idea di temporalità precaria che si traduce in una
successione di riconfigurazioni, che generano di volta in volta
nuove stanze. Dall’apertura fino al 4 ottobre infatti, gli
oggetti presenti nello spazio verranno progressivamente smontati
e sostituiti, dando forma a una casa che si modifica e si
ridefinisce. Quattro riconfigurazioni successive – bagno,
salotto, camera da letto e cucina – si susseguiranno nel corso
dei mesi: il bagno dal 14 maggio, il salotto dal 23 giugno, la
camera da letto dal 21 luglio, la cucina dal 15 settembre.
    Nel primo ambiente proposto, il bagno, gli elementi tipici –
sanitari, specchi, accessori – sono isolati, ricomposti e messi
in relazione secondo una logica che ne altera funzione e
percezione, come la doccia, ‘Caution wet on the third floor
(2024)’, che assembla un soffione con la pulsantiera di un
ascensore o il sistema di wc e bidet, ‘Order of business’
(2026), che si presenta su rotelle, come le sedute da ufficio.
   
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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