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Mattarella, sisma Friuli fu rinascita anche con patto coesione

(dell’inviata Alice Fumis) In un solo interminabile minuto la
sera del 6 maggio 1976 tutto venne giù. Una scossa di magnitudo
6.4 della Scala Richter seminò distruzione lungo tutta la fascia
collinare a nord di Udine, causando quasi mille morti e oltre
tremila feriti. Una tragedia che si portò via tutto, ma non la
forza di rialzarsi. Il presidente della Repubblica, Sergio
Mattarella, oggi al Cinema Teatro Sociale di Gemona del Friuli
(Udine), ha parlato di “solidarietà” e “coesione”: “Nell’80/o
anniversario del voto che volle la Repubblica oggi, qui a
Gemona, ribadiamo il patto di non lasciarci fuorviare nel
cammino dei valori di solidarietà e di coesione che qui sono
stati realizzati”.
    Alla seduta straordinaria del Consiglio regionale, a 50 anni
esatti dal terremoto, il focus è sulla ricostruzione esemplare
per mano dei friulani, il Modello Friuli, quel “Fasin di besoi”
(“Facciamo da soli”) citato anche dalla presidente del
Consiglio, Giorgia Meloni. Ma Mattarella insiste sulla
prevenzione: “Non bisogna limitarsi alla mitigazione” degli
effetti delle catastrofi naturali ma bisogna, “per quanto
possibile, prevenirli”.
    Mattarella e Meloni parlano entrambi dell’Orcolat, il mostro
che secondo la tradizione vivrebbe nelle viscere del Monte San
Simeone e che avrebbe scatenato il disastro. E dicono che i
friulani sono più forti di lui. Questo terremoto ha segnato la
storia “dell’intera Italia”, sottolinea Mattarella, plaudendo
alla “rete delle autonomie locali” che “hanno contribuito a
costruire” il modello Friuli. Il primo “modello di autonomia e
vera collaborazione istituzionale del Paese”, secondo il
presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. “La
ricostruzione qui si concluse rapidamente, senza sprechi e
ruberie”, dice Meloni, il “dolore fu breve”, “non c’era tempo
per piangere, per commiserarsi, bisognava agire, reagire”. In
sala ci sono, tra gli altri, i ministri dell’Economia, Giancarlo
Giorgetti, e per i Rapporti con il Parlamento, il friulano Luca
Ciriani. “L’Italia non ha dimenticato l’esempio del Friuli, quel
modello, quella rotta che questo governo sta percorrendo per
accompagnare nel percorso di rinascita e riscatto tanti altri
pezzi d’Italia”, aggiunge la premier. L’accento cade poi sulla
Protezione civile, nata qui. Il presidente del Consiglio
regionale, Mauro Bordin, la definisce “una vera eccellenza” ma “dopo i recenti fatti di Preone viene pesantemente messa in
discussione da normative evidentemente bisognose di un’attenta,
rapida e puntuale riflessione da parte di tutti”. Pronta la
risposta di Meloni: “Avete anche il mio sostegno e il mio
consenso sulle iniziative che servono a proteggere il ruolo dei
sindaci per poter fare il loro lavoro”.
    Alla seduta partecipano tanti primi cittadini con fascia
tricolore. Dopo la condanna per omicidio colposo inflitta al
sindaco di Preone, Andrea Martinis, per la morte di un
volontario di Protezione civile, alcuni sindaci della Carnia
avevano avviato una protesta. A margine della cerimonia il
presidente della Comunità della Carnia, Ermes De Crignis, ha
consegnato a Mattarella una lettera che riassume la situazione e
chiede tutele per svolgere l’attività di Protezione civile: “Mattarella mi ha detto che è al corrente delle problematiche e
ha aggiunto ‘io sono con voi'”, riferisce De Crignis.
    L’anniversario viene ricordato dalle principali istituzioni
del Paese. Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, esprime
vicinanza alle “comunità colpite, che seppero reagire con
straordinaria dignità, coraggio e senso di responsabilità”. “Da
quel dolore enorme nacque uno straordinario esempio di coraggio,
solidarietà e responsabilità condivisa”, osserva il presidente
del Senato, Ignazio La Russa.
    Le cerimonie a Gemona sono iniziate con un minuto di
raccoglimento di Mattarella davanti al monumento per le vittime
del terremoto nel cimitero locale, accompagnato da Meloni,
Fedriga e il sindaco di Gemona, Roberto Revelant. Al termine del
Consiglio regionale, prima di lasciare la cittadina, Mattarella
e Meloni hanno invece visitato la mostra “Friuli 1976. Una gran
voglia di vivere nel segno del Messaggero Veneto”. Fedriga ha
quindi donato a Mattarella il kit speciale di Udinese Calcio con
il claim “Il Friuli ringrazia e non dimentica”, la famosa
scritta apparsa su un muro diroccato nei pressi di Gemona del
Friuli e che riassume ancora oggi quella resilienza dei friulani
che fece storia.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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