
“La ricerca, attraverso la
cooperazione, può diventare un elemento che può portare
opportunità. Un esempio è quello della Tunisia, con l’utilizzo
di acque reflue delle città, portate e trasferite a 40 o 50
chilometri nel deserto, che permette di cambiare un’economia ‘gialla’, che è quella del deserto, in un’economia ‘verde’, con
delle produzioni”. Lo ha detto Biagio Di Terlizzi, direttore di
Ciheam Bari, Centro internazionale di alti studi agronomici
mediterranei, che opera con l’obiettivo di rafforzare le
competenze nei settori dell’agricoltura, della pesca e dello
sviluppo sostenibile nelle aree rurali e costiere del
Mediterraneo.
“Questo – ha aggiunto conversando con l’ANSA – significa
anche creare occupazione e quindi contribuire a rafforzare il
dialogo dell’Italia con il continente africano, garantendo
opportunità di lavoro in loco”. “Come sede italiana di Ciheam –
ha aggiunto – abbiamo la fortuna di avere il ministero degli
Esteri come ministero di tutela. Questo porta a una missione
dell’istituto non solo nel Mediterraneo ma anche verso altri
Paesi. Siamo una struttura che accompagna la formazione di
talenti, funzionari attraverso i Paesi con i quali l’Italia ha
relazioni. Siamo quindi una struttura ponte di dialogo fra il
Mediterraneo e altri Paesi”.
Per Di Terlizzi, “la vera parola chiave è ‘diplomazia’, alla
quale si può aggiungere ‘scientifica’. Noi formiamo le persone
attraverso le conoscenze. Ma queste conoscenze bisogna farle
diventare competenze affinché possano entrare in un dialogo
quando, per esempio, ci sono risorse come l’acqua che sono
condivise tra più Stati”.
“Occorre, quindi – ha precisato – avere conoscenze e
competenze per far sì che non ci sia lo sfruttamento maggiore di
uno Stato rispetto a un altro, o che non ci sia un disequilibrio
o uno sfruttamento non opportuno da parte di altri”. “La
competenza basata sulla conoscenza – ha concluso – permette di
poter mediare fra diversi Paesi garantendo sempre produttività,
sicurezza alimentare e facilitazione di un dialogo che possa
ridurre i conflitti”.
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Fonte Ansa.it