
“La Resistenza non è finita nel 1945.
Ha cambiato forma e chiede, ancora, responsabilità”. È un
passaggio del discorso che il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha
fatto oggi nella cerimonia al Sacrario militare dei Caduti
d’Oltremare, celebrando con l’Anpi l’81° anniversario della
Liberazione.
“Bari – ricorda Leccese – fu non solo il porto logistico ma
il laboratorio politico dove il dissenso si trasformò in
progetto di Stato. È da questa consapevolezza, da questo primato
morale e civile, che dobbiamo partire. Perché non è mai stato
comodo il 25 aprile. Non lo è stato nel 1945, quando scegliere
significava esporsi e rischiare di perdere tutto. Non lo è
neanche oggi, in un tempo in cui la politica spesso preferisce
le sfumature alle scelte e le mezze parole alla responsabilità.
Invece dobbiamo dirlo con chiarezza e, soprattutto, a testa
alta: questa è la Festa della Liberazione, non della Libertà”.
“C’è chi ancora oggi prova a raccontare la Resistenza come una
storia divisiva. La Resistenza invece – dice il sindaco –
appartiene a tutti gli antifascisti e, perciò stesso, alla
storia di un intero Paese”.
“Proprio oggi, – conclude – mentre discutiamo di equilibri
istituzionali, di riforme, di assetti del potere, il 25 aprile
torna a parlarci con una forza se possibile maggiore,
ricordandoci che la lotta di Resistenza ha sconfitto un’idea di
Stato che non accettava limiti e che non tollerava il dissenso.
Siamo qui per questo. Per dire grazie a chi si è battuto e per
dire che quella storia continua: ogni volta che scegliamo di non
voltarci dall’altra parte”.
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Fonte Ansa.it