
Inaugurata a Reggio
Calabria, al palazzo della cultura “Pasquino Crupi”, la mostra
itinerante “Paolo Rossi, un ragazzo d’Oro”. Rassegna che celebra
la vita e la carriera di “Pablito” con cimeli storici, tra cui
il Pallone d’Oro e la Scarpa d’Oro del 1982. Assieme al sindaco
facente funzioni della Città Metropolitana di Reggio Calabria,
Carmelo Versace, hanno tagliato il nastro dell’inaugurazione, il
giornalista Italo Cucci e Giancarlo Antognoni, centrocampista
della Fiorentina e compagno di squadra di Paolo Rossi, nella
Nazionale Italiana, Campione del Mondo nel 1982, diretta dal
Commissario Tecnico Enzo Bearzot.
La mostra, con ingresso gratuito, resterà aperta fino al 29
maggio. Tra i ricordi molti quelli relativi alla partita tra
Brasile ed Italia. “Fu quella la partita dei mondiali in cui
Paolo esplose, con tre gol segnati, un quarto gol, mio, fu
annullato – ha ricordato Giancarlo Antognoni -. Veniva da quatto
gare in cui non aveva fatto nulla e credo che abbia ricambiato
nel modo migliore la fiducia di Bearzot. Tutti noi di quella
Nazionale siamo rimasti legatissimi a Paolo, che fu il
capocannoniere di quei mondiali e per la sua semplicità ed il
suo sorriso, nonostante le bastonature ricevute con la
squalifica di due anni di cui fu destinatario”.
“L’unica cosa che manca a questa mostra – ha commentato Italo
Cucci – è il pathos del veleno che Paolo e gli Azzurri hanno
vissuto e dovuto ingurgitare allora. All’epoca quasi l’intero
Paese, guidato da giornalisti che avevano dei problemi,
probabilmente, diceva che il problema era Pruzzo non convocato,
ma il problema era la cattiveria degli italiani che odiavano
Bearzot ed odiavano Pablito. Io allora dedicai a Paolo una
copertina del Guerin sportivo, con il titolo: ‘Hanno ammazzato
Pablo. Pablo è vivo’, perché conoscevo Paolino, i suoi problemi,
e sapevo che c’era”.
Dopo l’apertura della mostra, si è svolto, a Palazzo Alvaro,
un talk-show condotto dal giornalista Maurizio Insardà dedicato
al racconto di uno dei più grandi protagonisti della storia del
calcio mondiale, che ha ripercorso la vita, la carriera,
l’eredità sportiva e umana di un campione che ha segnato
un’epoca.
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Fonte Ansa.it