
– BRESCIA, 15 APR – Un’organizzazione criminale
transnazionale accusata di favoreggiamento dell’immigrazione
clandestina, caporalato e frodi fiscali è stata smantellata
dalla Guardia di Finanza di Brescia. che ha eseguito tre misure
cautelari agli arresti domiciliari nei confronti di cittadini di
origine indiana.
L’indagine, avviata da un controllo amministrativo congiunto
con l’Ispettorato del lavoro, ha portato alla luce un sistema
che, tra il 2018 e il 2024, avrebbe consentito l’ingresso
irregolare in Italia di 1.364 cittadini stranieri.
Contestualmente è stato disposto il sequestro di tre società e
di beni per oltre 19,2 milioni di euro, ritenuti profitto
illecito delle attività. Secondo gli inquirenti,
l’organizzazione operava attraverso società italiane e una con
sede in India, fornendo false attestazioni di lavoro e alloggio
per aggirare le norme del ‘decreto flussi’. I lavoratori
venivano poi impiegati, in modo irregolare, in aziende agricole
tra le province di Brescia, Cremona, Piacenza, Milano e Lodi. Il
sistema prevedeva anche il pagamento di somme elevate da parte
dei migranti: circa 13.800 euro per ottenere un permesso di
soggiorno stagionale e ulteriori 7.200 euro per convertirlo in
permesso di lavoro a termine. In alcuni casi, secondo l’accusa,
sarebbero state utilizzate intimidazioni per ottenere i
pagamenti.
Le indagini hanno inoltre documentato condizioni di
sfruttamento lavorativo, con salari inferiori a quelli previsti,
violazioni degli orari di lavoro e delle norme di sicurezza.
Sono emersi casi di lavoratori impiegati per periodi prolungati
senza riposo.
Sul fronte fiscale, il meccanismo si basava su contratti di “pseudo-appalto” e sull’emissione di fatture per operazioni
inesistenti, per un valore complessivo di oltre 18 milioni di
euro, con un’evasione Iva stimata in più di 3 milioni.
Nel caso sono coinvolti anche i rappresentanti legali di 12
aziende agricole, denunciati per aver fatto ricorso in modo
illecito alla manodopera fornita dall’organizzazione.
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Fonte Ansa.it