
“Frane di queste proporzioni
come quella di Petacciato, di Niscemi che è un po’ più grande o
come quella di Ancona, non si fermano. Ci si convive. Questa del
Molise è molto simile a quella di Ancona come dimensioni, come
geometria”. Così, oggi pomeriggio in municipio a Petacciato, il
presidente dell’Istituto nazionale di oceanografia e di
geofisica sperimentale (Ogs), Nicola Casagli, illustrando la
tipologia di movimento franoso in atto, alla presenza del
sindaco del paese, Antonio Di Pardo, e del prefetto di
Campobasso, Michela Lattarulo.
“E’ una delle tante frane del
sistema Adriatico. Si parte dal confine con la Puglia e si
arriva alla Romagna. C’è anche la frana di Vasto. E’, però, una
delle più cattive tra quelle più rilevanti d’Europa – aggiunge
Casagli -. Se la gioca con Niscemi che è 4,5 km larghezza, 1,7
km di lunghezza mentre questa è un ovale 2 km per 2km ed è più
profonda. La frana di Ancona, invece, è un po’ più grande di
Petacciato, però, è ferma da tempo. Lì è stata fatta una bella
strategia di convivenza del rischio, c’è un paese,
infrastrutture, c’è una città che ha convissuto dal 1980 fino ad
adesso in assoluta sicurezza con una frana, la più grande
avvenuta in Italia dopo il Vajont”.
Il dissesto petacciatese si è mosso di qualche centimetro
oggi. “Ieri si è mossa in orizzontale di 1 metro e mezzo dove
c’è ferrovia e autostrada e in verticale con uno scatto in
avanti enorme di quasi 2 metri. E’ una frana con più falde, è
complessa” spiega ancora Casagli che sottolinea come il progetto
realizzato per la mitigazione del movimento dovrà essere
riorientato. “La frana è un pochino più profonda di come si
pensava. Si può ridurre il rischio, ci si può convivere ma non
risolvere – conclude -. Anche avere strumentazione
all’avanguardia e poi piani di protezione civile continuamente
aggiornati con il coinvolgimento dei cittadini è importante”.
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Fonte Ansa.it