
Una croce in legno con dei
giubbotti salvagente attaccati e un cartello sul quale è stato
scritto: “Una preghiera per la nostra ipocrisia”. L’iniziativa,
a Marsala (Trapani), è stata del coordinatore provinciale di
Libera, Salvatore Inguì, e di un gruppo di cittadini espressione
di varie associazioni locali – come Amici del terzo mondo e
altre – che hanno voluto sensibilizzare la comunità sul tema dei
diritti umani e delle migrazioni.
La croce, realizzata sul sagrato della chiesa madre è stata
poi accolta all’interno dell’edificio sacro dall’arciprete don
Marco Renda. L’iniziativa mira a scuotere le coscienze, anche
alla luce delle espressioni di indifferenza, se non addirittura
di disumana crudeltà, che spesso si leggono sui social a fronte
dei drammatici naufragi con numerosi morti annegati. Così spiega
Salvatore Inguì: “In questi giorni dove i cristiano cattolici
ricordano la morte e resurrezione di Gesù, agnello sacrificale,
che ha predicato la pace, la fratellanza, il perdono, la
tolleranza, l’accoglienza, il porgere l’altra guancia e ‘non
fare agli altri ciò che tu non vorresti fosse fatto a te
stesso’, ogni giorno decine e forse centinaia di esseri umani,
nel tentativo di trovare condizioni per migliorare la loro
esistenza, muoiono per mare o comunque affrontano settimane e
mesi se non anni di doloroso viaggio. Ebbene, i commenti, il
giubilo, per i morti in mare, da parte di sempre più numerose
persone, che esprimono tali sentimenti di odio verso gli
stranieri, sia tramite social ma sia anche in occasioni in
presenza, non indignano più, ma devono fare paura”. Per Inguì “ciò che maggiormente spaventa è l’ipocrisia con
cui i cristiano cattolici, per voler salvare le proprie radici
culturali che ritengono quindi essere proprio quelle dettate dal
Vangelo di Gesù Cristo, mettono in atto comportamenti
esattamente contrari ai principi evangelici e quindi a quel Gesù
Cristo a cui dicono di ispirarsi. Questa croce adorna di
giubbotti salvagente dei naufraghi e dei migranti vuole essere
solo un segno per poter riflettere sui tanti Cristi che
continuiamo a crocifiggere sotto lo scherno di tanti di noi”.
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Fonte Ansa.it