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Bucci, da ricerca di base ‘conoscenza, innovazione e applicazioni pratiche’

“Spesso ci scontriamo con la
classica domanda: ‘A cosa serve?’. La ricerca di base viene
talvolta percepita come sterile perché non ha un’applicazione
immediata, ma l’investimento sulla ricerca deve essere a lungo
termine. Un esempio su tutti è la Pet: un esame diagnostico che
tutti conosciamo e che si basa sull’antimateria. Normalmente
questo non si sa, ma la P di Pet sta infatti per positrone, che
è una particella di antimateria. Quando nel 1930 fu scoperta la
prima particella di antimateria, nessuno pensava a
un’applicazione medica, ma questa è la potenza della ricerca di
base: porta conoscenza, innovazione e, infine, applicazioni
pratiche”. Lo afferma il responsabile della Divisione Ricerca
Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Infn, Carlo Bucci, nel
corso di ‘Abruzzo Innovativo – L’Aquila rinasce con la cultura’
prima tappa del tour nazionale ‘Italia Innovativa’, il progetto
promosso dall’agenzia ANSA per raccontare il Paese attraverso le
sue eccellenze.
    “I Laboratori del Gran Sasso – sottolinea nel suo intervento
– sono una realtà molto particolare, universalmente riconosciuta
come il laboratorio sotterraneo più grande e importante del
mondo per una serie di ragioni. Bisogna ricordare che sono nati
da un’idea del professor Antonino Zichichi, che ebbe questa
illuminazione. Sebbene esistano un’altra ventina di laboratori
simili in giro per il mondo, il nostro è molto più ‘gettonato’
dai ricercatori internazionali, principalmente per la sua
collocazione. Esistono laboratori in posti che potrei definire ‘dimenticati da Dio’. Noi, invece, siamo sotto il massiccio del
Gran Sasso, ma al contempo vicini a una città fantastica e a
soli cento chilometri da Roma, con tutti i collegamenti e i
trasporti necessari”.
    Sottolineando che “l’innovazione che produciamo può sembrare
settoriale, trattandosi di fisica di base, ma le ricadute
tecnologiche riguardano ogni campo”, Bucci afferma che “la
cultura scientifica non va trascurata: la sua diffusione è il
primo strumento per combattere le fake news”. In questo senso
L’Aquila Capitale della Cultura, conclude, è “uno strumento
fondamentale per comunicare ciò che facciamo, che è spesso
difficile da spiegare” e incrementa ulteriormente il flusso di
ricercatori.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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