
Nell’ottavo centenario della
scomparsa del santo di Assisi, Giovanni Scifoni si confronta con
la figura carismatica del mistico e poeta in “Fra’ / San
Francesco, la superstar del Medioevo”.
Lo spettacolo intreccia parole e musica, note biografiche e
riflessioni personali, tra citazioni dal Cantico delle Creature
e partiture medioevali e brani originali di Luciano Di
Giandomenico eseguiti su strumenti antichi da Luciano Di
Giandomenico, Maurizio Picchiò e Stefano Carloncelli.
Un inedito ritratto del “poverello” di Assisi in cartellone
il 27 marzo al Cine/Teatro Olbia, il 28 al San Bartolomeo di
Meana Sardo, il 29 al Gavì Ballero di Alghero per Cedac.
“In Fra’ racconto il ‘mio’ Francesco – dice all’ANSA Scifoni,
classe 1976, attore e autore teatrale, volto noto del piccolo e
grande schermo -. Sono un artista, non uno storico e nello
spettacolo parlo di ciò che più mi ha colpito, come il potere
seduttivo delle sue parole. Francesco era un narratore
incredibile, incantava le folle, venivano cinquemila persone a
sentirlo, per come lui raccontava Dio. La sua vita è ispirata a
Gesù, incarna il volto di Cristo in terra, non a caso viene
definito l’alter Christus”.
La regia è di Francesco Ferdinando Brandi, co-produzione
Teatro Carcano – Mismaonda – Viola Produzioni. “Un aspetto che
mi affascina – aggiunge Scifoni – è la grande tentazione della
vanitas, contro cui ha dovuto combattere tutta la vita:
Francesco rinuncia a tutto, si spoglia delle ricchezze paterne,
non possiede nulla, neanche gli abiti, né un convento e sceglie
di rinunciare anche al successo, al consenso, si ritira in
solitudine. Per me, che faccio l’attore, è più difficile
rinunciare all’affetto di chi ti ama e ti vuole bene, il
pubblico, i fans”.
Scifoni si interroga sulla fama planetaria di un monaco del
XIII secolo, e sulla sua capacità di imporsi nell’immaginario
collettivo, sfidando i secoli. Un viaggio nella temperie
culturale e artistica ma anche politica e religiosa del XIII
secolo dove non mancano i riferimenti all’ attualità, tra sacro
e profano. “Francesco, mistico e poeta, era un artista, forse il
più grande della storia – sottolinea – le sue prediche erano
capolavori folli e visionari. Erano performance di teatro
contemporaneo. Nessuno nella storia ha raccontato Dio con tanta
geniale creatività”.
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Fonte Ansa.it