
“Credo che oggi lei abbia messo a
dura prova la nostra resilienza, prendendoci per i fondelli.
Probabilmente qualche valdostano si sente oggi leggermente preso
in giro. Tra l’altro la sua risposta alle nostre interrogazioni
avrebbe potuto anche soddisfare qualche curiosità da parte della
sua maggioranza, perché da quello che mi si dice, nei corridoi,
manco loro sanno assolutamente nulla di quello che succede a
Roma. Quindi lei non lo vuole dire a noi e non lo vuole dire ai
valdostani”. Così Jean-Pierre Guichardaz, capogruppo del Pd, si
è rivolto al presidente della Regione, Renzo Testolin, durante
il dibattito sui rapporti tra la Valle d’Aosta e Roma.
“Difficilmente rimango senza parole – ha aggiunto Eleonora
Baccini (La Renaissance), sempre rivolgendosi a Testolin – e
devo dire che lei è riuscito nell’intento. Queste iniziative non
erano iniziative per una mera polemica politica, ma perché ci
sono dei valdostani che attendono risposte da anni. Sminuire il
nostro lavoro da consiglieri è veramente triste. Sono piuttosto
spiazzata e sconfortata”. Marco Carrel (Autonomisti di Centro)
ha detto: “Onestamente davanti a una risposta del genere credo
che i valdostani abbiano capito molto bene che siamo andati a
Roma senza prendere niente. Speriamo di aver cucito almeno
qualche rapporto che ci serva in futuro”. “Temo che in realtà
tutta questa reticenza – ha osservato Andrea Manfrin (Lega Vda)
– sia dovuta al fatto che siamo allo ‘zero tituli’ e questo è il
problema. Temo che lei abbia la preoccupazione di venire qui a
dire che non porteremo a casa niente”. Infine Eugenio Torrione
(Avs): “Ciò che ci sconcerta è soprattutto il silenzio. Perché
non rendere i valdostani partecipi di ciò che sta accadendo?
Perché anziché alimentare preoccupazioni, dubbi, sospetti non
condividere con trasparenza i passaggi di questo percorso? Il
collega Marguerettaz dice che noi facciamo solo chiasso, può
darsi. Il problema è che voi fate solo silenzio”.
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Fonte Ansa.it