
“A 40 anni dall’introduzione
dell’obbligo dei Piani per l’eliminazione delle barriere
architettoniche, il capoluogo della Valle d’Aosta risulta ancora
privo del piano previsto dalla legge”. Lo denuncia, in una nota,
l’associazione Luca Coscioni che aggiunge: “Il Comune di Aosta
ha avviato il percorso per dotarsi del Peba nel mese di maggio
2025. Il processo ha previsto una prima fase di raccolta delle
segnalazioni da parte della cittadinanza, attraverso la
compilazione di un questionario dedicato con cui cittadini e
cittadine potevano indicare la presenza di barriere
architettoniche negli spazi pubblici della città. Il termine per
la compilazione del questionario era stato fissato al 15
febbraio 2026 e risulta quindi ormai scaduto”. “Questa fase
partecipativa – prosegue la nota – rappresentava il primo
passaggio verso la redazione del Piano, lo strumento previsto
dalla normativa nazionale per individuare e programmare gli
interventi necessari a eliminare le barriere architettoniche
negli edifici pubblici e negli spazi urbani. Al momento,
tuttavia, non risultano ulteriori passaggi istituzionali che
abbiano portato all’adozione o all’approvazione del piano”.
“A 40 anni dalla legge istitutiva dei Peba – dichiara Rocco
Berardo, coordinatore delle iniziative dell’Associazione Luca
Coscioni – l’Italia è ancora drammaticamente indietro nel
rispetto dei diritti legati all’accessibilità e all’eliminazione
delle barriere fisiche e sensoriali. Non stiamo parlando di un
dettaglio tecnico, ma della possibilità concreta per milioni di
persone di vivere, muoversi, studiare e lavorare in condizioni
di pari dignità. L’Associazione continuerà a operare non solo
perché venga rispettata la legge, ma anche perché
l’accessibilità diventi una questione culturale e non solo
amministrativa”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Fonte Ansa.it