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Biancaluna, in un romanzo la maternità e storie ‘Sliding doors’

(di Titti Santamato) CHICCA MARALFA, BIANCALUNA (Les
Flâneurs Edizioni, Collana Montmartre, PP 210, 16,00 euro).
    Una neonata viene trovata morta su una spiaggia in Puglia, a
partorirla è Caterina, una giovane operaia affetta da disturbi
psichici. La bimba è il frutto di un amore segreto, il padre è
il datore di lavoro della donna, proprietario di una fabbrica di
lavorazione del pomodoro. E’ la primavera del 1999, il feto
viene ritrovato da alcuni turisti, Caterina muore pochi giorni
dopo per le complicanze del parto. I poliziotti chiamano la
neonata Biancaluna, perchè la sera in cui è nata la luna era
grande e rotonda.
    E’ la premessa ispirata ad una storia vera – il ritrovamento
di un feto sul litorale di Monopoli, Bari, nel 2017 – da cui
parte Biancaluna il romanzo di Chicca Maralfa, giornalista che
ha a lungo collaborato con La Gazzetta del Mezzogiorno, Antenna
Sud e Rete 4 e che esce il 25 febbraio. L’autrice è al suo
quinto libro dopo Festa al trullo, Il segreto di Mr Willer, Lo
strano delitto delle sorelle Bedin e Il delitto della montagna,
questi ultimi due ambientati ad Asiago nei luoghi della Grande
Guerra.
    “Una storia non è mai una sola storia, anche quando appare
unica e irripetibile”: è la frase interpretativa chiave di
questo romanzo costruito su due linee temporali distanti
quindici anni, una aderente alla cronaca e l’altra che immagina
uno sviluppo diverso con Biancaluna in vita, adolescente
inquieta cresciuta accanto ad una madre fragile e segnata
dall’assenza della figura paterna ma anche di un altro tragico
evento. Un racconto ‘Sliding doors’, a porte girevoli, con
fatti, persone e svolte casuali che cambiano in un attimo e si
intrecciano. “Tra le infinite possibilità esiste sempre un
confine sottile: l’istante in cui il destino sceglie quale
strada percorrere. Un soffio che può farsi vita o morte”, scrive
Maralfa.
    Ma il romanzo oltre a esplorare il tema del destino e delle
scelte spinge anche ad altre riflessioni. Ad esempio, sulle
fragilità della mente — dalla schizofrenia alla perdita
progressiva della memoria legata all’Alzheimer — le
vulnerabilità dell’adolescenza e il peso delle aspettative
sociali.
    Ma soprattutto si addentra nel misterioso tema della
maternità – scelta, incompiuta o negata – in tutta la sua
complessità. Soprattutto quella maternità vissuta in solitudine
dove le donne “come bestie da soma” portano sulle spalle tutto
il carico delle responsabilità senza poterle condividere con
nessuno.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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