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Comuni montani: Municipi e Anci Fvg, legge quadro è “una rasoiata”

“Una rasoiata”. Così l’Anci Fvg e i
Comuni del Fvg interessati dalla perdita dello status di
montano, hanno definito la nuova legge quadro sulla montagna ed
il decreto attuativo statale che stabilisce nuovi parametri
perché i comuni vengano classificati come montani. In Fvg sono
32 quelli che in base ai nuovi criteri perderebbero tale
qualifica. Nel corso di una riunione convocata proprio da Anci
Fvg, è stato sottolineato che la norma “non tiene conto delle
peculiarità territoriali e dei profili socio-economici” delle
zone.
    I criteri sono basati su altitudine media (350 metri) e
pendenza (almeno 5% del territorio sopra il 20%) e vengono
considerati “molto restrittivi”. Emblematico è il caso di San
Pietro Natisone (Udine) escluso per pochi metri rispetto alla
soglia altimetrica pur presentando pendenza superiore ai
requisiti minimi. Nel coordinamento tecnico nazionale – è stato
spiegato da funzionari regionali – lo svantaggio socio-economico
non è stato preso in considerazione, privilegiando invece
indicatori fisici. La Regione Fvg aveva proposto di valorizzare
maggiormente il parametro della pendenza, riducendo il peso
dell’altitudine media, ma la proposta non è stata accolta in
sede di Conferenza unificata. L’esclusione di realtà anche molto
diverse tra loro – tra cui Comuni del Carso, delle Valli del
Natisone e del Torre – porrebbe problemi di tenuta dei servizi
come quello scolastico, è stato sottolineato più volte. “La fine
della deroga sul numero minimo di alunni per classe rischia di
compromettere plessi primari già sotto la soglia dei 15
iscritti, con effetti a catena su spopolamento e coesione
sociale”, è stato osservato. Tra le criticità segnalate c’è la
cancellazione di agevolazioni fiscali e previdenziali di natura
statale e delle procedure semplificate per la gestione del
territorio; non sembrano in discussione i benefici regionali e
delle linee contributive, comprese quelle legate a fondi europei
e a politiche agricole. Anci Fvg ha ribadito la volontà di
tutelare in ogni modo i Comuni colpiti, anche con interlocuzioni
a livello nazionale. Rimane la richiesta alla Regione di
mantenere alta l’attenzione e valutare eventuali ulteriori
risorse a favore dei territori esclusi, per assicurare equità e
prospettive di sviluppo.
   

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Fonte Ansa.it

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