
Sciopero di 24 ore proclamato da
tutto il personale Gtm srl, la società appaltatrice del
trasporto urbano a Termoli, per la mancata erogazione del
contratto integrativo previsto nel progetto di finanza affidato
dal Comune di Termoli alla ditta.
A distanza di quattro anni e mezzo dall’assegnazione del
servizio nel centro adriatico, i lavoratori continuano a non
vedersi riconosciuto il contratto integrativo dovuto. Non solo:
la società, oltre a non erogare quanto previsto, non manifesta
alcuna volontà di riaprire un confronto su una trattativa
interrotta da circa 18 mesi.
“Gtm srl continua a fare riferimento a un contratto
integrativo risalente al 1989, scaduto nel 1990, oggi del tutto
superato – dicono dalla Uil Trasporti -. Nel frattempo ai
lavoratori vengono affidate mansioni aggiuntive non previste
dalle declaratorie del Ccnl Autoferrotranvieri, senza che vi sia
il riconoscimento economico e normativo corrispondente”.
Per il coordinatore provinciale della Uiltrasporti Molise,
Nicola Scafa, “è una situazione non più sostenibile. Non
possiamo accettare che, nel 2026, si continui a richiamare un
integrativo scaduto da oltre trent’anni, mentre ai lavoratori
vengono richieste responsabilità e attività ulteriori senza
alcun riconoscimento. Questo non è rispetto del lavoro né delle
regole”.
Il progetto di finanza si fonda su un equilibrio tra risorse
pubbliche e capitali privati. “Qualora il soggetto privato non
rispetti gli impegni assunti nel progetto, è compito dell’ente
pubblico vigilare e intervenire affinché quanto previsto venga
pienamente attuato. Dal Comune di Termoli – prosegue Scafa – non
vediamo quella tutela necessaria a garantire ai lavoratori
quanto è loro dovuto. È da settembre 2024 che riceviamo solo
promesse. Ma alle promesse non sono mai seguiti fatti concreti.
I lavoratori attendono da anni il contratto integrativo e
continuare a parlare di tempi burocratici dopo due anni di
insediamento della nuova giunta, già informata della
problematica nel luglio 2024, appare francamente
incomprensibile”.
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Fonte Ansa.it