
Antonio Gatani, 82 anni di Patti,
uno dei tre cacciatori uccisi a colpi di arma da fuoco due
giorni fa nel bosco di contrada Caristia a Montagnareale
(Messina) è stato colpito alla schiena all’altezza dei reni.
Davis Pino, 26 anni, il secondo cacciatore ucciso è stato
freddato con un colpo al petto. Il fratello Giuseppe, 46 anni, è
stato trovato a terra rannicchiato, sporco di sangue, come se
prima di morire avesse tentato di trascinarsi per fuggire. Sono
alcuni elementi che trapelano dall’inchiesta sull’uccisione dei
tre uomini condotta dalla procura d Patti.
L’indagine si concentra sui segnali dei cellulari che alla
presunta ora dei delitti si trovavano agganciati alla cella
telefonica che copre la zona. Da questo esame gli investigatori
possono avere conferma che lì vi fossero altre persone.
A Montagnareale si susseguono voci secondo cui nel bosco a
cacciare suini neri selvatici vi fossero altre persone della
zona di Barcellona Pozzo di Gotto.
Gli inquirenti non hanno reso noti particolari sul ruolo del
testimone interrogato che, secondo alcune indiscrezioni non
confermate, sarebbe andato a caccia con Gatani. Sempre secondo
indiscrezioni sul luogo del delitto non sarebbero stati trovati
bossoli ecco perche i carabinieri sono tornati coi metal
detector più volte nel bosco.
“Prima di sbilanciarci su autore e movente degli omicidi
aspettiamo i primi esiti autopsia e degli esami balistici, anche
se già ci siamo fatti un’idea. Oggi pomeriggio ci sarà il
conferimento incarico al medico legale Giovanni Andò e al
professore Alessio Asmundo e l’autopsia sarà all’ospedale
Papardo domani. Fondamentale sarà la partecipazione del Ris di
Messina, impegnati in questi giorni nei rilievi scientifici per
ricostruire l’esatta dinamica del drammatico episodio. A seguire
ci saranno gli esami balistici” dice il capo della Procura di
Patti, Angelo Cavallo.
Nel giallo dei tre cacciatori uccisi emerge la figura del
testimone interrogato a lungo dagli inquirenti che sarebbe
andato a caccia con Gatani e che poi sarebbe andato via. La
procura di Patti non conferma se l’uomo sia stato iscritto nel
registro degli indagati. Secondo una ricostruzione, che gli
inquirenti non confermano, due giorni fa il testimone sarebbe
andato a casa di Gatani verso le 6 del mattino. Dopo un caffè i
due sarebbero andati con due automobili a prendere il cane nella
campagna dell’anziano per recarsi a caccia. Normalmente i due
andavano in un’altra zona boschiva per cercare di prendere suini
neri selvatici ma invece si sono diretti verso la zona di
contrada Caristia. Alcuni chilometri prima di raggiungere la
zona di caccia l’uomo interrogato dai carabinieri avrebbe
parcheggiato l’auto lungo la strada salendo sulla vettura
dell’amico. Secondo alcune testimonianze quest’auto sarebbe
stata vista parcheggiata lungo la strada almeno fino alle 11.30.
Verso le 10 i familiari di Gatani allarmati dal fatto che il
congiunto non dava notizie e non rispondeva al cellulare sono
andati a cercarlo e poi è scattato l’allarme, col ritrovamento
dei tre cacciatori morti coi fucili accanto. Alcuni abitanti
della zona dicono che chi va a caccia di suini neri e cinghiali
spesso porta con sè anche una pistola, perchè questi animali se
feriti diventano molto pericolosi. Potrebbe essere questo
testimone, quindi, la chiave per capire se i tre siano morti per
un errore durante la battuta di caccia o se l’anziano durante
una lite abbia ucciso gli altri due con colpi di fucile e poi si
sia suicidato oppure sia stato ferito morendo poco dopo.
Un altro mistero è il ritrovamento del cane nell’auto
dell’anziano. Come mai nella battuta di caccia il cane non è
stato fatto scendere? O, se è stato portato nel bosco, chi l’ha
rimesso nell’auto?
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Fonte Ansa.it