
La Regione Emilia-Romagna contesta
il dimensionamento degli istituti scolastici disposto dal
dirigente dell’Istituto scolastico regionale, nella sua veste di
commissario, Bruno De Palma: gli accorpamenti previsti, fa
notare la Regione, generano istituzioni scolastiche con numeri
insostenibili, tra i 1.500 e i 2.500 studenti. “Avevamo scritto
formalmente al commissario ad acta chiedendo di fare il
possibile per evitare la creazione di istituti scolastici di
dimensioni ingestibili”, dicono il presidente Michele de Pascale
e l’assessora alla scuola Isabella Conti.
“In una regione virtuosa come la nostra – proseguono –
l’applicazione rigida di questa misura ha prodotto un esito
paradossale: la nascita di istituti con oltre 1.800 studenti, in
molti casi con numeri che arrivano al doppio rispetto agli
obiettivi dimensionali indicati dal Pnrr. Un risultato che
dimostra in modo evidente l’inadeguatezza del dimensionamento
imposto alla realtà dell’Emilia-Romagna e che colpisce in modo
particolare territori già complessi, aggravandone le criticità
organizzative ed educative”.
Preoccupazione particolare viene espressa anche per il
personale Ata: “Se ai mega-istituti si accompagna una riduzione
del personale amministrativo e tecnico – dicono – la gestione
dei plessi, la sicurezza e il funzionamento ordinario delle
scuole diventano un problema serio, non un dettaglio: non
basteranno tutti i metal detector a disposizione per sopperire
ad una carenza di comunità educante nelle scuole”.
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Fonte Ansa.it