
Il corso triennale interateneo con
il Politecnico di Torino ‘Food tech for ecological transition’ è
la novità dell’offerta formativa dell’Università di Scienze
Gastronomiche di Pollenzo annunciata oggi dal rettore, Nicola
Perullo, durante la cerimonia per il 22/o anno accademico.
Dall’ottobre 2026, l’università articolerà quindi la sua
didattica attorno a quattro macro aree, corrispondenti ai
quattro corsi di laurea: cultura, riflessione critica e
territorio; tecnologia, innovazione e sostenibilità; economia,
impresa e managerialità; salute, benessere e qualità della vita.
Con il nuovo corso, l’obiettivo è di rappresentare
l’integrazione fra dimensione scientifica e umanistica. Perullo
ha sottolineato come la centralità del cibo non sia una “protervia accademica” ma una necessità storica: il cibo, inteso
come “crocevia” attraverso cui leggere il mondo, consente di
affrontare simultaneamente le questioni di giustizia ambientale,
salute pubblica, equità sociale e innovazione tecnologica.
Il presidente di Unisg, Carlo Petrini, ha tracciato
un’evoluzione concettuale: dal riconoscimento della
multidisciplinarietà al riconoscimento della centralità del cibo
come disciplina in dialogo con tutte le altre. Ha citato
l’esempio di Harvard, che sta studiando il modello di Pollenzo
nel rapporto fra cibo e formazione. Petrini ha inoltre
annunciato l’intenzione di trasformare Pollenzo in un polo
universitario integrato con le altre università piemontesi, e di
aumentare significativamente la componente internazionale: da un
attuale 42% a un obiettivo del 60% di studenti non italiani
entro tre anni. “Se rispettiamo le altre culture saremo in grado
di avere anche riconoscimenti per la nostra cultura”, ha
affermato, richiamando l’attenzione sulla diversità come
elemento motore del cambiamento.
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Fonte Ansa.it