
Un viaggio affollato dai suoi
personaggi ‘senza trucco’ (con anche un finale in cui il
pubblico potrà fare richieste ‘all’impronta’),a partire da
quelli famosi, come Lapo Elkann, “che ha un ruolo fondamentale,
tipo ‘fool’ shakespeariano, è un depositario della verità”,
Massimo Cacciari, Paolo Del Debbio, Mario Giordano, gli
allenatori “e tanti altri: li evoco, li racconto, anche solo con
una frase, spiego come sono nati”. Un coro a cui partecipano i
suoi ritratti quotidiani degli italiani, dal benzinaio del paese
al collega d’ufficio. Sono alcuni dei capisaldi, spiega Ubaldo
Pantani all’ANSA, del suo spettacolo teatrale, Inimitabile,
prodotto da Paolo Ruffini per Vera Produzione e diretto da
Nicola Fanucchi Il 31 gennaio sarà a Genova e poi, fra le altre
tappe, a Bagnolo In Piano (21 febbraio), Bologna (05 marzo),
Brescia (13 marzo), Mestre (14 marzo), Lucca (20 marzo), Cascina
(21 marzo), Camogli (10 aprile), Colle Val D’Elsa (18 aprile),
Milano (11 maggio) e Torino (13 maggio).
L’attore, comico e trasformista toscano, classe 1971, che si
è formato con Giorgio Albertazzi e ha esordito in tv con Gianni
Boncompagni a Macao, ha creato in carriera le sue versioni di
oltre 50 celebrities più la galleria di personaggi di fantasia e
tratti dalla vita di tutti i giorni. Il teatro per lui è “un
terreno di sperimentazione anche di linguaggi, dando sfogo a
passioni che in tv non potevo coltivare. Ora però è soprattutto
un incontro con il pubblico, quello che mi segue affettuosamente
in tv da tanti anni”. ‘Inimitabile’ “è l’evoluzione di uno
spettacolo precedente e insieme al prossimo che è già un po’ in
cantiere fa parte di una sorta di trilogia – spiega -. Qui è
centrale il rapporto con le mie imitazioni, cosa comporta fare
per tanti anni personaggi che di fatto ti succhiano l’anima e
con i quali devi imparare a coesistere”. Un tragitto nel quale
(a parte sorprese nel finale) non ci sarà una delle sue
ri-creazioni recenti più popolari, quella di Pier Silvio
Berlusconi, che qualche settimana fa aveva commentato
l’imitazione, dicendo che non la trovava somigliante: “C’è stato
poi un chiarimento… Io dico sempre che se tu prendi un capo di
una grande azienda, un giornalista e un comico, la sfida è fra
chi è il più paraculo dei tre – scherza Pantani -. È un gioco
delle parti. Lui ha semplicemente detto che ha trovato
l’imitazione divertente, solo che lui è più bello”.
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Fonte Ansa.it